Venezia, 21 set – “Una notizia terribile”. E’ questo il commento dell’assessore regionale ai flussi migratori, Oscar De Bona, dopo aver saputo dell’omicidio di don Ruggero Ruvoletto mentre si trovava a Izourt, nei Pirenei francesi, per ricordare la tragedia del 1939 nella quale persero la vita 31 operai di cui 29 di origine veneta e friulana che vennero sepolti dalla neve mentre stavano lavorando in un cantiere di alta montagna alla realizzazione di una diga. “Dopo solo due anni di missione a Manaus – fa rilevare De Bona – era riuscito a farsi amare da tutta la comunità del luogo, come dimostrano le centinaia di abitanti del sobborgo in cui predicava e celebrava la messa, accorsi attorno alla canonica per vederne il corpo, come non volessero credere all’omicidio di quel prete così buono. Ricordo che don Ruggero era presente per tutti. Da solo, a quaranta chilometri all’interno della foresta amazzonica, si dedicava ad attività rivolte all’accoglienza dei giovani, a sviluppare le loro facoltà artistiche, a cercare di favorire la possibilità di una convivenza tra diversi. Il tutto nel rispetto per la storia indigena dell’Amazzonia. Ma non solo, don Ruggero era anche un baluardo contro lo spaccio di droga”. “Don Ruggero – continua De Bona – era citato anche nel libro ‘Missionari veneti nel mondo’, edito da Luci nel Mondo onlus per conto della Regione, un’opera che fa riflettere, perchè la gran parte dei missionari che prestano servizio in tutto il mondo a rischio anche della propria vita – come in questo tremendo caso – sono di origine veneta”. “Rivolgo il mio pensiero e le più sentite condoglianze – conclude De Bona – alle sorelle di don Ruggero, ai parenti tutti e alla Diocesi di Padova. Grazie don Ruggero per il tuo esempio”.