Roma, 1 ott – Il rap è da tempo termometro degli umori e dei
disagi delle nuove generazioni. La recente storia della musica è piena di
esempi, anche nel nostro paese, dalle accuse di corruzione lanciate da Fabri
Fibra in “In Italia” a quelle di un mondo mediatico sempre più fuorviante
presente in “Briatori” dei Club Dogo. E un rap può raccontare e denunciare anche
la precarietà dei giovani in tempo di crisi: è il caso de “Il Capo” il nuovo
singolo del romano Triba (nella foto), in uscita il prossimo 5 ottobre. Il
brano, che anticipa l’uscita del primo album di Triba in veste solista dal
titolo “Doppio Gioco”, vede il giovane rapper romano affrontare senza censura
uno dei temi più attuali e scottanti: la difficoltà nel mondo del lavoro e della
precarietà occupazionale. Pochi minuti di canzone che sono lo sfogo e la
frustrazione di un’intera generazione, che vede minati i principi della propria
solidità economica facendo leva sull’instabilità del mondo lavorativo, passato
dall’essere il trampolino per la crescita all’interno di una professione a un
labirinto di trucchi e inganni. Triba, rivolgendosi direttamente a chi si trova
nella “stanza dei bottoni”, offre una visione tanto ironica quanto caustica di
come i giovani si trovano a dover fare i conti con un mondo dominato
dall’incertezza dalla frustrazione e dalla assoluta mancanza di prospettive
future. A far da sottofondo alle liriche taglienti di Triba, un sound che trova
i suoi punti di forza in ritmiche accattivanti e mai banali e in una
produzione, curata da Mattia Candeloro, di ampio respiro internazionale.
(Lam)