Milano, 19 ott – “Il Capodanno Celtico, giunto alla sua X edizione, è ormai riconosciuto tra i maggiori festival a carattere europeo e per questo importante anniversario conterrà numerose novità”. Così Luca Lepore, dell’Associazione “Capodanno Celtico – Onlus”, ha presentato alla stampa la X edizione della manifestazione celtica, in programma a Milano il 23, 24 e 25 ottobre con il contributo e patrocinio del Comune di Milano, della Provincia e della Regione Lombardia. Milano si prepara quindi a rievocare l’antica festa Samahin e immergersi in una atmosfera legata a tempi lontani quando, si racconta, l’anno vecchio lasciava spazio a quello nuovo e salutando l’estate accoglieva l’altra metà oscura, l’inverno. Interessante scoprire come, secondo alcune teorie di tradizione celtica, la fondazione del nucleo gallico della città di Milano, allora nota come “Medhelanon”, avvenne proprio in occasione di questo importante passaggio tra luce e buio, mondo reale e magici universi. Come dichiarato da Luca Lepore “Dietro ogni singola scelta, compreso il periodo e la sede della manifestazione, vi è una ricerca storica e filologica che vuole e deve diventare patrimonio di tutti. L’obiettivo è quello di conservare le tradizioni, come pure riscoprire un aspetto della storia milanese poco conosciuto”. Distribuite tra Piazza del Cannone, Castello Sforzesco e Parco Sempione, tra antichi accampamenti e villaggi d’oltre tempo, sono previste diverse attività. “La manifestazione si articola in due filoni principali. Il primo è quello musicale, dedicato alla Scozia e al folk scozzese con un’attenzione particolare allo strumento della cornamusa. Il secondo invece – come precisato da Luca Lepore – è quello legato alla rievocazione e alla ricostruzione storica con la supervisione del Cers (Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche)”. Così, per ricordare le antiche radici celtiche come pure per chiunque non si fosse ancora adoperato in alcune attività dal vago retrogusto medievale come tessere sul telaio, suonare la cornamusa, lavorare il feltro o prepararsi ad una battaglia con armi e abiti fedelmente riprodotti, Milano potrebbe offrire una tre giorni da non sottovalutare.
(C.Ra)