Roma, 20 ott -“Buy Smart” è finalmente on-line. Si tratta
dello spazio web per il “Green procurement for smart purchasing”, curato dall’Enea,
responsabile per l’Italia, che ha l’obiettivo di promuovere gli acquisti verdi.
Linee guida per responsabili amministrativi e commerciali e operatori del
settore energetico e ambientale; tutto quello che c’è da sapere sulle etichette
energetiche ed ambientali; strumenti elettronici di supporto agli acquisti
verdi come schede tecniche di prestazione e fogli elettronici per il calcolo
del Life Cycle Cost; documenti utili alla formazione degli addetti ai lavori;
un’analisi delle diverse esperienze nazionali; esempi di buone pratiche: questo
ed altro sul nuovo portale nazionale all’indirizzo: www.buy-smart.info/italian.
Gli acquisti “verdi”, cioè gli acquisti di prodotti e servizi con
determinate caratteristiche di sostenibilità ambientale (Green Public
Procurement, Gpp) si stanno affermando nelle pubbliche amministrazioni di tutti
i paesi europei e l’Italia è in prima fila. Gli acquisti verdi si collocano
come strumento chiave per il consumo e la produzione sostenibile, in grado di
orientare la domanda e l’offerta verso beni e servizi a ridotto impatto
ambientale. La sezione del sito dedicato alle buone pratiche è particolarmente
interessante. Al di là di leggi e regolamenti, gli esempi raccolti danno una
panoramica delle reali applicazioni del green procurement, in Italia e negli
altri paesi partner, per l’acquisto di elettricità verde, di dispositivi ad
alta efficienza energetica, di veicoli meno inquinanti, di materiali ecologici,
ecc… Altra sezione importante è quella dedicata alle etichette energetiche ed
ambientali dove sono raccolte e descritte e le principali etichette e i marchi
nazionali ed europei per i componenti per l’edilizia, per l’elettricità da
fonte rinnovabile, per gli elettrodomestici, per illuminazione, per le
apparecchiature per ufficio, e per i veicoli. Altra novità di “Buy Smart” è il
coinvolgimento degli acquirenti privati: le imprese private sono sempre più
impegnate nella riduzione delle loro emissioni di CO2 e nello stesso tempo il
costo crescente dell’energia porta a considerare il consumo energetico dei beni
e servizi acquistati. Infatti aumentare la quota di prodotti eco-efficienti non
solo presso le istituzioni pubbliche ma anche presso il settore privato,
superando le barriere che ne rallentano la diffusione è uno dei principali
risultati che ci si attende dal progetto. (red)