Roma, 21 ott – “Nella Finanziaria, i fondi stanziati per gli italiani nel mondo sono minori di quelli dello scorso anno”. Lo dichiara il sottosegretario agli Affari esteri Alfredo Mantica che alla Farnesina detiene la delega per gli italiani nel mondo. “C’è l’impegno del governo a spendere, entro il 2010, la stessa cifra utilizzata nel 2009 con l’obiettivo, quindi, di non ridurre le disponibilità”, spiega il sottosegretario. Secondo Mantica, le voci che risentiranno maggiormente dei tagli continueranno a essere la scuola e la diffusione della lingua e cultura. Gli Enti gestori sono tra i più “tartassati” spiega Mantica -. Per quanto riguarda l’assistenza, “la scelta fatta negli anni scorsi e da me condivisa, di acquistare le polizze assicurative all’estero – aggiunge – ci vincola, perché tali accordi non sono contrattabili anno per anno. L’obiettivo è trovare i fondi per proseguire su un percorso già tracciato. Lo stiamo facendo affrontando una vera e propria ‘lotta interna’ per cercare di ‘strappare’ fondi per altre voci all’interno del Ministero e utilizzando anche la quota parte del fondo giacente al Ministero delle Finanze affidata al Mae, ma non ancora destinata a voci definite. E poi – afferma – ci sarà l’aggiustamento di bilancio nel giugno del 2010”. Comunque, il vero nodo della questione è che “ci sono pochi soldi e sono spesi male”. Il 26 e 27 ottobre prossimi una missione formata da membri del Parlamento e del Governo, guidata dal sottosegretario Mantica, inaugurerà a Bruxelles il primo “Consolato virtuale” che, stando alle attese dovrebbe aiutare ad affrontare il problema delle lentezze burocratiche, snellire la quantità di pratiche presenti e migliorare la qualità dei servizi al pubblico. Un modello esportabile anche in altri Consolati italiani all’estero, nonostante le grandi differenze da un Paese all’altro. Una delle problematiche più spinose della rete diplomatico-consolare resta comunque quella legata alle domande di cittadinanza italiana che, soprattutto nei Paesi come l’America Latina, dove risiede la comunità più ampia di discendenti di italiani, hanno raggiunto un numero altissimo. Per cercare di smaltire le numerose richieste è stata mandata una task force con la quale “abbiamo ottenuto – afferma Mantica – buoni risultati, che però non sono sufficienti a risolvere il problema dal momento che ci sono circa 36 mila pratiche in più rispetto alla norma. Le regole devono essere riviste – prosegue il sottosegretario -, mantenendo il principio dello jus sanguinis per chi è nato all’estero e accogliendo le domande di cittadinanza materna per i nati prima del 1948. Si possono fare delle riaperture – aggiunge – però bisogna anche porre un limite nell’albero genealogico oltre il quale non è più possibile richiedere la cittadinanza italiana”. Dalla cittadinanza al voto all’estero. Una delle priorità nel calendario di governo è la riforma della legge elettorale che al momento, dal punto di vista delle modalità di voto, presenta “alcune pecche – dice Mantica – che danno origine a diverse irregolarità”, spiega. Il sottosegretario ha espresso più volte la necessità di “affrontare il problema entro il 2011-2012, prima delle prossime elezioni politiche”. Se per un’eventuale riforma del voto all’estero bisognerà aspettare ancora, per la riorganizzazione dei Comites e del Cgie sembrano emergere le prime proposte condivise. “Posso dire con una certa soddisfazione che il comitato ristretto al Senato è arrivato ad avere un’idea comune di architettura della riforma dei Comites e del Cgie – afferma Mantica -. Mi auguro che entro la fine dell’anno o all’inizio del 2010 il Senato possa chiudere l’esame. Se alla Camera si prenderà atto di questa trasformazione e di questo sforzo fatto in Senato, apportando variazioni ma senza distruggere l’architettura finora costruita, potremo mantenere l’impegno di indire le elezioni dei Comites entro il 31 dicembre 2010”.