Bari, 21 ott – L’acqua è un bene comune dell’umanità, un diritto di tutti, non assoggettabile a logiche di mercato: è quanto sancito dalla delibera, proposta dell’assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati, che è stata approvata ieri dalla Giunta regionale pugliese. La delibera, partendo da quanto stabilito dall’articolo 2 della Costituzione nonché dal Parlamento europeo e dall’Ue, ha approvato e fatto propri i principi basilari della concezione dell’acqua quale bene comune. La delibera approvata demanda innanzitutto all’Avvocatura regionale l’incarico di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale l’art. 15 del D.L. n. 135 del 2009, entro il 24 novembre, data entro cui il decreto dovrà essere convertito in legge. Con tale impugnazione la Regione punta ad ottenere il riconoscimento della propria competenza esclusiva in una materia che non può essere regolata come se fosse un ordinario servizio pubblico di rilevanza economica e pertanto assoggettabile alle regole della concorrenza. L’obiettivo è quello di un riorientamento del sistema di tariffazione in base alle condizioni reddituali, pur nell’assicurazione di una dotazione minima pari per tutti i Cittadini. “L’acqua bene comune dell’umanità è un principio unanimemente riconosciuto sul quale è giunta l’ora senza totem e tabù – ha commentato il presidente Vendola – di applicarsi per giungere ad una regolamentazione di dettaglio che tenga conto del principio ed allo stesso tempo non ci faccia tornare indietro, con strumenti di gestione che hanno abbondantemente segnalato la loro inadeguatezza”. La delibera approvata contiene inoltre la candidatura della Puglia quale sede ONU per l’organizzazione di una conferenza internazionale per la formalizzazione del riconoscimento del diritto universale all’acqua per tutti.
(San)