Roma, 5 ott – La letteratura dei pugliesi del mondo e la lingua degli emigrati sono al centro dei saggi di Cosma Siani e di Sergio D’Amaro, contenuti all’interno del volume “Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008”, presentato ieri a Roma presso la Società Dante Alighieri. Nell’evoluzione della produzione letteraria un contributo fondamentale è riconosciuto agli scrittori pugliesi all’estero. “Fino a quarant’anni fa non avevamo una tradizione letteraria pugliese- ha detto Lazzaro Caputo nel corso della presentazione – oggi assistiamo ad una straordinaria fioritura. C’è una periferia che è diventata centro, un locale che è diventato globale, una poesia dialettale che si esercita consapevolmente con una lingua che viene in aiuto dei poeti quando l’italiano non basta”. Ed è proprio con il dialetto, con una lingua che a tratti si fonde con quella del paese in cui i poeti arrivano come immigrati, che questi autori si esercitano e fanno la loro fortuna. Come Ruberto in Canada, l’italo-americano Ventura, Cautela i Calitri padre e figlio, Nicola Testi e Joseph Tusiani. Quest’ultimo, originario di San Marco in Lamis nel foggiano, è autore “quadrilingue”, ha scritto componimenti in italiano, inglese, latino e dialetto garganico, ed è riconosciuto da molti come uno dei più grandi poeti newyorkesi.
(San)