Roma, 25 nov – “In questo disco ci sono le canzoni ‘degli
altri’, quelle che ho cantato durante i miei concerti in questi ultimi due
anni, e quelle che avrei scelto di cantare nei concerti a venire. La mia natura
di interprete rende naturale il confronto con le canzoni altrui, è divertente e
stimolante”. Fiorella Mannoia racconta così il suo nuovo disco “Ho imparato a
sognare”, in uscita venerdì per Sony Music: dice di essere ancora “dolcemente
complicata”, “come sono e saranno sempre le donne” ma “più matura, cambiata
professionalmente e non solo”: “è un disco ‘suonato’ dove lascio molto spazio
alle performance dei musicisti – spiega -, l’ho fatto per tutte quelle persone
che continuavano a chiedermi dove trovo ‘C’è tempo’?. Sono, infatti, tutte
canzoni che ho già cantato e a cui sono particolarmente affezionata”. Il nuovo
progetto, che arriva ad un anno di distanza dall’uscita de “Il movimento del
dare”, l’ultimo disco di inediti dell’artista romana, contiene dodici brani che
vanno da “Le tue parole fanno male” (Cesare Cremonini) a “La paura non esiste”
(Tiziano Ferro), da “Estate” (Negramaro) a “Mimosa” (Niccolò Fabi) passando per
“Cercami” (Renato Zero) e “Ho imparato a sognare” (Negrita). E proprio a
proposito di sogni Fiorella Mannoia confessa di averne uno, tanto proibitivo
quanto bellissimo: “Esibirmi all’Arena di Verona con un’orchestra diretta da
Ennio Morricone”. In “Ho imparato a sognare” troviamo anche “E penso a te”
insieme a “Una giornata uggiosa”: “E’ la prima volta che mi ‘avvicino’ a Lucio
Battisti – racconta Fiorella Mannoia – e se non l’ho fatto finora è per una
sorta di pudore. Battisti rappresenta la memoria storica del nostro Paese”. “È
la pioggia che va” dei The Rokes nasce invece da un’idea di Renato Zero:
“Dovevamo cantarla insieme in occasione del concertone di giugno, ‘Corale per
l’Abruzzo, poi non ne abbiamo avuto il tempo. Io però ho continuato a provare
questa canzone che mi ha colpito per la sua attualità specie quando fa ‘quante
volte ci hanno detto sorridendo tristemente, le speranze dei ragazzi sono fumo.
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente proprio adesso che la meta è
qui vicino’. Questo mi porta a riflettere – continua l’artista – sui giovani di
oggi, che trovo cinici e disincantati rispetto alla mia generazione. Molti
giovani poi, sono disinteressati alla politica: ma come biasimarli? Oggi la
politica non cerca di risolvere i problemi, oggi la politica è solo ricerca di
potere”. Su una “nuova leva” però,
mi somiglia ed è una persona con i piedi per terra”: in “L’amore si odia”
infatti, la voce femminile più amata della canzone d’autore italiana duetta con
la rivelazione della scorsa edizione di X- Factor, Noemi. Le due rosse hanno
subito conquistato il pubblico tanto che il brano, nelle prime 12 ore dalla sua
uscita era già al primo posto nelle classifiche musicali: “Ho un bel rapporto
d’amicizia con Noemi. Ci unisce una tonalità di voce bassa, con poca
estensione, oltre ad un’affinità caratteriale”. Ai giovani che partecipano ai
talent show poi,
raccomanda: “Guai a pensare di essere arrivati. È solo l’inizio di una lunga e
faticosa carriera”. Le due artiste saranno insieme a Roma il prossimo 20
dicembre al Brancaleone per un evento di solidarietà. “Per questo disco, ho
deciso insieme ai miei musicisti – continua ancora
spirito di gruppo, lo stesso che adottiamo prima delle tournée: quando proviamo
tutti insieme prima di partire, contrariamente a quanto avviene spesso in sala
di registrazione, dove registrare separatamente rende tutto inevitabilmente un
po’ asettico, freddo. Ci siamo riuniti in un grande studio, abbiamo fatto le
prove e abbiamo registrato, un po’ come si faceva una volta. Abbiamo voluto
fermare tutto questo – spiega – in un dvd di back stage che abbiamo allegato al
disco”. Nel dvd c’è inoltre una versione inedita del brano di Vasco Rossi,
“Sally”, registrata insieme a un quartetto d’archi. L’artista dice che presto
arriverà anche un disco di inediti: “Sicuramente tornerò a collaborare con
Cesare Cremonini e Tiziano Ferro. Certo – aggiunge – starò un po’ ‘ferma’. Ma
non troppo: amo il palco, l’entusiasmo che accompagna le tournée. A casa
scalpito, fremo per ripartire”.
Mannoia
Cocciante, Pino Daniele, De Gregori, scherza: “Ce l’ho proprio tutti! Potrei
fare un album di figurine con tutti gli artisti con cui ho lavorato” dice di
emozionarsi, oggi come la prima volta, ascoltando alla radio “Ho visto Nina volare”:
“Non riesco ancora a rendermi conto – racconta – del fatto che un grande
artista come Fabrizio De Andrè non ci sia più”. A Sanremo infine dice
categoricamente “no”: “Andrei all’Ariston solo come ospite: non ho più l’età
per mettermi in gara. Io – conclude sorridendo – ho ‘già dato’”.
(Gil)