Ragusa, 30 nov – Partivano alla volta dell’Africa stipati su dei barconi, proprio come oggi accade all’inverso. Nella seconda metà del 1800 i siciliani, distrutti i sogni di un futuro migliore, poverissimi, lasciano l’isola cercando fortuna verso le sponde del Nord Africa. Il convegno internazionale “Siciliani d’Africa”, promosso da Cinema Nuovo Italiano, che si è tenuto a Ragusa alla presenza di esperti e docenti provenienti anche da Malta, Libia, Tunisia ed Egitto, ha posto le basi per sviluppare una nuova fase di studi in collaborazione tra la Sicilia e il Nord Africa ripercorrendo le tappe di un fenomeno dal quale emergono storie drammatiche ma anche di successo. Una di queste l’ha raccontata Emad El Baghdady, docente di lingue alla facoltà “Al Alsun” dell’Università egiziana di “Ain Shams”. La città de Il Cairo fu fondata da un siciliano-arabo, Jawhar as-Siquilli, ovvero Jawhar il siciliano. “Fu un personaggio molto importante – ha spiegato il docente egiziano -. Il suo nome è strettamente legato alla nascita della città ma anche alla costruzione della moschea di Al-Azhar, che oggi ospita la più grande università teologica dell’Islam”.
(grm)