Roma, 10 dic – “Accogliamo la versione del sottosegretario Mantica e con questa discussione svoltasi oggi, io credo che ci si sia proposti non soltanto di avviare riforme istituzionali ovvero organizzative, ma che si sia parimenti toccato le urgenze e i bisogni essenziali degli italiani all’estero, ricordando allo Stato il dovere, prima di tutto morale, di assicurare una vita dignitosa anche ai suoi cittadini residenti in altri Paesi”. Con queste parole il senatore Stefano Pedica (Idv) si è espresso favorevolmente alle modifiche apportate in Senato dal Governo nel corso della mattinata alla mozione 216 presentata dallo stesso Pedica in relazione alla riorganizzazione delle sedi consolari all’estero. Assistenza sanitaria, assegno sociale, lingua italiana, diritto di voto: “tutti questi aspetti importantissimi – ha detto Pedica – dipendono anche dalla creazione di una struttura consolare efficiente e capace di intervenire concretamente nella vita di chi, italiano per cultura storia e origine, si trova momentaneamente o stabilmente all’estero”. Tra essi anche la nuova migrazione, quella costituita dai giovani, che “deve essere agevolata dallo Stato italiano – ha sottolineato Pedica – affinché i titoli conseguiti vengano riconosciuti e valorizzati al rientro” e affinché “i giovani italiani d’eccellenza non vengano attratti da altri sistemi nazionali dove è più semplice trovar lavoro o costruire famiglia”. “E’ giunto il momento – ha detto Pedica – di pensare a una riforma seria, anche dolorosa ma sicuramente doverosa, che non si consegue tramite un taglio alle Ambasciate ma attraverso un progetto di riforma che abbraccia tutti gli organismi di rappresentanza, Comites e CGIE in primis”.
(Cle)