New York, 16 dic – “Da ormai più di un anno lo stato del New Jersey non vive più all’ombra di New York. Almeno dal punto di vista diplomatico. A metà dello scorso anno, infatti, il vice consolato di Newark è stato finalmente elevato al rango di consolato. E così, l’allora vice console Andrea Barbaria ha perso, anche lui, il vice. Oggi è proprio lui il rappresentante dell’Italia a Newark, oltre a essere responsabile per tutto il New Jersey”. Il mensile “Il Messaggero di Sant’Antonio” edizione per l’estero ha intervistato Barbaria il quale ha dichiarato che “il consolato d’Italia in Newark è molto importante per la comunità italiana, che è molto numerosa nel New Jersey. Attualmente, gli iscritti all’anagrafe consolare sono circa 16 mila. E il dato è in crescita, per via del trasferimento di molti italiani nel New Jersey da altri Stati. Inoltre, negli ultimi anni, molti italoamericani cercano di recuperare la cittadinanza italiana”. Nel New Jersey, inoltre, hanno sede molte aziende italiane, dalla Maserati alla Ferrari, passando per Ferrero, Geox, Msc, Bracco, Safilo e Finmeccanica. “Ciò ha prodotto – dice il console – una nuova immigrazione italiana, molto qualificata”, “differente dall’immigrazione precedente”. “E questa – aggiunge Barbaria – è una delle sfide del consolato: evitare gruppi autosufficienti, evitare la differenza tra italoamericani e italiani. Queste due realtà non sempre comunicano tra loro. La sfida delle istituzioni italiane è quella di creare incontri e dialogo tra le varie realtà per apprendere l’una dall’altra”.