Milano, 6 gen – Il 57,9% delle imprese lombarde del Premio
FamigliaLavoro adotta lo strumento della banca delle ore, vale a dire la
possibilità per il dipendente di accantonare su un conto individuale il numero
delle ore prestate in eccedenza per godere di riposi compensativi. Rispetto al
2008 l’istituto contrattuale per l’accantonamento delle ore ha fatto registrare
un incremento del 26,65 per cento. A dirlo è la ricerca realizzata dall’Alta
Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano su un campione
formato dalle 44 aziende che partecipano alla seconda edizione del premio
promosso da Altis e Regione Lombardia. I vincitori saranno premiati dal
presidente della Regione Roberto Formigoni il prossimo 12 gennaio. Tra le leve
finanziarie delle politiche di conciliazione famiglia-lavoro, le convenzioni e
gli sconti sono praticati da 2 aziende su 3 (70,83 per cento). Ancora scarsa,
ma in crescita, è invece l’adozione del bonus bebè (9,17%, +17,49% sul 2008). Le
leve finanziarie per la conciliazione possono essere declinate dalle aziende
anche in altre modalità: facilitazioni al trasporto (58,33%); polizze
assicurative personalizzate (58,33%); check up gratuiti (57,50%),
corsi/promozione di stili di vita sani (50%); corsi di assistenza psicologica
(30%), sportelli/help desk (19,17%); bonus scuola (14,17%); assegni integrativi
per congedo parentale (10%); bonus bebè (9,17%); voucher per assistenza bambini
(5%); corsi di accompagnamento alla crescita (5%); aiuti finanziari per cura di
familiari anziani (2,50 per cento). Il servizio di time saving più diffuso è lo
sportello medico interno (47,50%) seguito da mensa take-away (40%), disbrigo
pratiche burocratiche (38,33%), assistenza auto (30,83%), servizio di stireria/lavanderia
(25,83%), acquisto di generi alimentari (25 per cento). Il 36,1% delle aziende
dispone di un asilo nido interno, il 13,9% di un centro estivo, il 10,8% di una
scuola materna, l’8,1% del doposcuola, l’8,1% della ludoteca. Nel sostegno ai
dipendenti con genitori anziani o con familiari disabili/malati le aziende sono
ancora scarsamente attrezzate. Infatti, solo il 18,9% interviene con
flessibilità di orario per chi ha in carico genitori anziani; il 5,4% a mezzo
di convenzioni con centri di cura; con altre forme di sostegno (convenzioni per
assistenza infermieristica, assistenza notturna straordinaria) il 2,7 per
cento. Per quanto riguarda dipendenti con figli disabili, il 24,3% delle
aziende del campione dà la possibilità di concordare flessibilità d’orario
straordinarie, l’8,1% fornisce assistenza ai dipendenti per la ricerca dei
servizi di cura ai familiari disabili, mentre solo il 2,7% riesce a fornire
assistenza ai famigliari disabili presso centri diurni. Gli altri interventi da
parte delle imprese sottoforma di convenzione sono i seguenti: 8,1% assistenza
ai dipendenti per la ricerca dei servizi di cura/assistenza notturna, 5,4%
assistenza notturna straordinaria, 2,7% assistenza infermieristica e 2,7%
centri di cura/assistenza. Essendosi le aziende autocandidate al Premio
FamigliaLavoro, il campione risulta altamente sensibile al tema della
conciliazione. Si tratta sia di aziende private di grandi dimensioni (75% con
oltre 250 dipendenti, 17,5% tra 50 e 250, 7,5% tra 1 e 50 dipendenti) e con
sede soprattutto a Milano e provincia, sia di pubbliche amministrazioni diffuse
sul territorio lombardo. La giuria, chiamata alla selezione dei progetti, è
composta da figure istituzionali, docenti universitari, associazioni di
categoria, opinion leader, esperti di tematiche di conciliazione. Alle imprese
vincitrici sarà offerto un corso per Manager Family Friendly sulle tematiche
della conciliazione famiglia-lavoro, le leve e gli strumenti applicativi a
livello organizzativo e strategico in azienda e nelle pubbliche amministrazioni
e un prezioso confronto con le case history sul tema e le esperienze delle
altre realtà. I vincitori entreranno, inoltre, a far parte di un gruppo di
aziende pilota sulla conciliazione famiglia-lavoro in Lombardia.
(Caf)