Roma, 24 feb – Una conferenza stampa lampo, cinque minuti appena per sottolineare che “tutti i fatti che mi sono contestati non mi appartengono” e per sottolineare che “ho rispetto per la magistratura ma non ho ancora letto le carte, mi riservo di farlo per poter contestare punto su punto”. Nicola Paolo Di Girolamo, il senatore del Pdl eletto all’estero, si difende così dalle accuse piovutegli addosso ieri dalla Procura di Roma, che lo vedono coinvolto in un giro internazionale di riciclaggio di denaro per il quale sono state emesse 56 ordinanze di custodia cautelare: una è proprio per il senatore con residenza a Bruxelles, accusato anche di violazione della normativa elettorale con aggravante mafiosa