Roma, 25 feb – “Tutti i paesi occidentali permettono ai propri cittadini all’estero di esercitare il diritto di voto, lo fanno gli Stati Uniti, la Francia, la Germania, l’Austria tra gli altri. L’Italia ha permesso questo solo dal 2006. Le frodi che ci sono state sono da condannare duramente ed è grave che il Governo Prodi non vi pose rimedio prima delle elezioni del 2008 che hanno ripetuto gli scandali del 2006. Ma non è il voto estero che va abolito, no questo è sacrosanto sono le procedure farraginose che lo regolano. Siamo nel 2010 possibile che non si possa ancora avere il voto elettronico? Ogni cittadino può usare internet per fare home banking, per dialogare con la pubblica amministrazione, perché non si può fare home voting? Un sistema misto di voto elettronico e seggi nei consolati permetterebbe di garantire la partecipazione al voto, la segretezza e la correttezza”. Lo scrive in una nota Guglielmo Picchi, deputato Pdl eletto all’estero, rispondendo alle parole del sottosegretario Giovanardi sul voto estero. Questa è la linea da seguire non l’abolizione del diritto di voto a 4 milioni di connazionali per sue terzi nati in Italia e collegatissimi e informatissimi al nostro paese.
(Red)