Roma, 26 feb – Non c’è solo la questione elettorale: a far montare in queste ore le preoccupazioni delle comunità italiane nel mondo, oltre al caso legato al senatore Di Girolamo che rischia di minare definitivamente la credibilità del voto per gli emigrati (tanto che ieri il sottosegretario Carlo Giovanardi è arrivato ad auspicarne l’abolizione) c’è anche quella riguardante i tagli ai contributi alla stampa italiana all’estero, decurtati del 50% dal decreto milleproroghe. Ieri è arrivata dal Senato l’approvazione definitiva, e oggi uno dei giornali italiani all’estero ha lanciato l’allarme: il Corriere Canadese nell’editoriale scrive senza mezzi termini che “la stampa italiana all’estero ha i giorni contati. Con una decisione debole dal punto di vista della legittimità costituzionale che suona come una punizione, il Senato – confermando ieri la decisione della Camera – ha spinto giù dalla torre chi ancora crede e lavora per la promozione della lingua italiana all’estero. Come il Corriere Canadese, America Oggi, Il Globo e La Fiamma, Gente d’Italia, la Voce d’Italia”. Ora come ora le ‘speranze’ di molte testate italiane all’estero è riposto nell’ordine del giorno presentato da alcuni senatori del Pd, tra cui gli eletti all’estero Claudio Micheloni e Nino Randazzo e approvato ieri in extremis dal governo, nel quale si chiede tra le altre cose proprio il recupero integrale dei contributi a favore dei quotidiani italiani editi e diffusi all’estero e per i quotidiani editi dalle associazioni dei consumatori, rimuovendo il limite del 50%. Un segnale che sembra andare nella direzione di quanto affermato dal senatore Vincenzo Vita a CNRmedia: “Bonaiuti mi ha detto testualmente che si sono resi conto che la decisione è assurda e troveranno il modo di recuperarla”. Sui tagli ieri si era espresso duramente anche Franco Siddi, che nella sua doppia veste di segretario della Fnsi e di presidente della Commissione Informazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero da una parte ha spiegato che l’odg “deve essere considerato un atto impegnativo per il Governo”, dall’altra ha lamentato il fatto che “ciò che pesa di più in questo momento è la scelta politica di considerare figli minori, da discriminare, la stampa italiana all’estero e l’emittenza locale. Recuperare questa ingiustizia in uno dei primi provvedimenti straordinari utili (a cominciare da quello per lo sviluppo) è possibile se il ministero dell’Economia compie uno sforzo di piena considerazione delle problematiche che si sono aperte e dei valori che sono in gioco”. Nei primi giorni della prossima settimana, ha spiegato Siddi, la Fnsi valuterà con le rappresentanze del sistema dell’emittenza radiotelevisiva locale e della stampa italiana all’estero iniziative di mobilitazione e di confronto”.
(Sis)