Roma, 11 apr – Il ritorno del maltempo con pioggia e
temporali in molte regioni mette a rischio le semine primaverili per effetto
dell’allagamento dei terreni che li rende inaccessibili alle operazioni
colturali. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’evidenziare gli effetti nella
campagne del ritardo stimato in oltre un mese nell’arrivo della primavera in
Italia, dopo un inverno che si è posizionato al secondo posto (dopo quello
dello scorso anno) nella classifica dei più piovosi degli ultimi 30 anni, sulla
base dei dati dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac).
L’abbondante pioggia caduta ha reso i terreni agricoli umidi ed inagibili ai
trattori per le classiche lavorazioni primaverili di aratura e semina che –
sostiene la Coldiretti – è quindi in ritardo in molte regioni con una diffusa
preoccupazione tra gli agricoltori. Dovrebbe invece essere scongiurato –
continua la Coldiretti – il rischio della siccità dopo la straordinaria caduta
della pioggia e della neve che servono per ripristinare le scorte idriche nel
terreno che le coltivazioni utilizzano per la crescita nel periodo primaverile
ed estivo. L’arrivo di aria fredda di origine Russa, che apre una nuova fase
dal sapore quasi invernale con cadute di neve fin sotto i mille metri sulle
Alpi nell’Appennino al centro-nord, preoccupa anche – continua la Coldiretti –
per gli effetti di eventuali eccessivi abbassamenti delle temperature sulle
coltivazioni in campo e sulle piante in fiore. Le temperature e le sommatorie
termiche invernali necessarie allo crescita delle piante sono state
notevolmente inferiori della media provocando – precisa la Coldiretti – un
forte ritardo nello sviluppo fenologico riscontrabile in tutte le piante da
frutto come pesco, susino, albicocco e ciliegio che in gran parte dell’Italia.
Insieme alle piante anche gli animali – conclude la Coldiretti – sentono il
ritardo dell’arrivo della primavera come confermano i rari avvistamenti delle
rondini e degli altri uccelli migratori nelle campagne. (Red)