Roma, 12 apr – Nell’ultimo anno, crollano le offerte di lavoro
pubblicate sui giornali. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la
crisi “distrugge” ben 38.478 posti ricercati attraverso la carta stampata. È quanto rivela l’indagine Isfol sulla ricerca di
lavoro qualificato attraverso le inserzioni sui quotidiani. Meno 54,7% la
percentuale del significativo calo delle inserzioni a modulo nel primo
trimestre 2009. Il numero degli annunci sui quotidiani è passato infatti da
70.319 (primo semestre 2008) a 31.841 (primo semestre 2009). Rispetto all’anno
precedente, vengono meno 38.478 richieste di lavoro pubblicate sulla carta
stampata. Una numerosità così bassa, ancora mai registrata, anche per i settori
economici e le aree aziendali/funzionali può essere facilmente compresa se
letta nell’ambito della grave crisi economica che l’Italia sta attraversando.
La valutazione di questo elemento porta quindi a parlare di un nuovo fenomeno
quello della distruzione di posti di lavoro di tipo qualificato. Tra le prime
dieci professioni/occupazioni l’unica che fa registrare una crescita è
l’operatore call center (settimo posto con 482 inserzioni, +35,8%). Figura
considerata da sempre quale paradigma di occupazione “precaria” ha avuto uno
sviluppo significativo negli ultimi anni grazie alla diffusione, nelle aziende,
degli approcci basati sulla soddisfazione del cliente (customer satisfaction).
La particolarità del mercato del lavoro 2009 si rispecchia anche nella top ten
del “Barometro” che vede nelle prime dieci posizioni, le tradizionali
professioni inerenti la vendita quali l’agente (prima posizione con 2.231
annunci nel I semestre 2009, -16%), il venditore (secondo posto con 1.532
inserzioni e un pesante -60,4%), l’agente vendita (terza posizione con 723 inserzioni
e -45,8%), l’agente monomandatario (quinto posto con 522 annunci e -43,6%) e
l’agente plurimandatario (nona posizione con 384 inserzioni e -31,2%). Presentato
quest’anno per la prima volta il Barometro delle occupazioni interinali
contenente i dati riferiti agli annunci pubblicati sui quotidiani dalle società
di somministrazione del personale, ex interinali. La volontà di diffondere
questi dati è emersa dalla peculiarità dell’andamento degli stessi. Se infatti
la media nazionale conferma un dimezzamento delle inserzioni interinali
(-48,4%) in linea con il dato generale (-54,7 complessivo di tutte le
inserzioni nel raffronto primo semestre 2008 – primo semestre 2009)
sbalorditivo appare il dato relativo al Nord-Est unico a registrare un
andamento positivo con ben il +366% di inserzioni interinali. Il Barometro
delle prime venti occupazioni interinali fa registrare un quadro nettamente
diverso da quello tradizionale. Se come visto, in quello predominano le
professioni legate alla “vendita” in questo predominano infatti le occupazioni
legate alla produzione. A solo titolo esemplificativo, tra le prime 10
occupazioni ben quattro fanno riferimento a quest’area. Al primo posto figura,
infatti, l’operaio (596 annunci nel I 2009, -79,1% rispetto al I 2008), al
terzo l’operaio qualificato (337 inserzioni e -46,2%), al sesto il saldatore
(234 annunci, -27,1%) e al decimo il manovale (193 annunci). Uno degli aspetti
significativi che è emerso in questa analisi è la dinamica delle
professioni/occupazioni interinali del Nord Est. Emerge qui, nettamente, la
componente “produttiva” delle domande di lavoro interinale con ben 9
occupazioni nelle prime venti posizioni e addirittura quattro nelle prime
cinque: saldatore; operaio; addetto reparto; manutentore meccanico; manutentore
elettrico; operaio qualificato; operatore meccanico; tornitore; montatore. Emerge
da questo spaccato, un di cui dell’intero canale delle inserzioni a modulo, una
situazione assai differente dalle analisi tradizionali. Qui, in prima battuta,
in attesa di ulteriori approfondimenti, si può ipotizzare che i lavoratori
interinali siano richiesti da quelle imprese le quali non vogliono assumersi
l’onere dell’assunzione diretta. È, difatti, in quest’ottica che si possono
leggere i dati che vedono, a livello circoscrizionale, “reggere” il solo
Nord-est e dove, come si è già visto, sono preponderanti le occupazioni
inerenti le fasi della “produzione” rispetto a quelle della “vendita” oppure
quelle tipiche dell’”amministrazione”. Dalla ricerca Isfol-Csa emerge che anche
il “valore commerciale” degli annunci (dato dal rapporto tra il giro di affari
e il numero di offerte) è decisamente in calo. Si passa dai 429 euro del I 2008
ai 350 nel I 2009 (-19%). Approfondendo l’analisi, nell’ambito delle
professioni maggiormente richieste, si conferma un maggiore investimento in
professioni caratterizzate da incarichi manageriali. E’ la figura del manager
l’unica a registrare un valore commerciale a tre zeri: 2.515 euro nel I 2008
che, a distanza di un anno, si riduce a poco meno della metà, 1.233 euro
(-51%). Di contro le professioni il cui esborso medio nella ricerca, da parte
delle aziende, non supera la soglia del centinaio di euro, sono le meno
qualificate: operaio qualificato, operatore call center, addetto recupero
crediti, saldatore, cassiere, macellaio, cameriere, manovale, ecc. (red)