Roma, 19 apr –
Farnesina
Istituti di Cultura”, sarà costantemente al fianco delle Regioni italiane “nel
quadro di una collaborazione che ho voluto sempre più stretta ed efficace”. Lo
ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo all’iniziativa
per il Mediterraneo con i presidenti delle Regioni del
Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) . “Se la vasta area del nostro Mare è
da sempre una zona naturale di contatti e proiezione delle Autonomie
territoriali italiane, ciò è tanto più vero per le Regioni del
Area di scambi commerciali, economici e culturali, di iniziative che si
sviluppano sulla scia della tradizione di rapporti e consuetudini radicate, di
affinità di sentire, di civiltà, di convenienze reciproche. Ma anche di nuove,
e promettenti opportunità: molti dei Paesi che si affacciano sulla sponda sud
del Mediterraneo presentano notevoli tassi di crescita, e quindi di mercato per
le nostre esportazioni, e poi grandi prospettive di investimento, o sono essi
stessi (pensate ad esempio al fondo sovrano della Libia) investitori nel nostro
Paese. Da essi proviene una forte richiesta di Italia, e anche ‘di Italie’, con
particolare attenzione alle nostre esperienze di decentramento e federalismo,
per legami storici talvolta millenari, per simpatie cementate nel corso dei secoli”.
Il Mediterraneo, secondo il titolare della
Farnesina, è dunque una grande opportunità di sviluppo per il
sua economia e per la sua cultura, tanto nel dare quanto nel ricevere. “Ma è
anche una grande sfida che richiede collaborazione: se uniamo le
energie, si ottiene molto di più. E in questo il ministero
degli Esteri può fornire un formidabile valore aggiunto, grazie non solo
all’attenzione ed al supporto “dal centro”, ma soprattutto ai nostri
Ambasciatori, che coordinano anche l’azione degli uffici dell’Ice all’estero, e
con essi dei Consoli e dei Direttori degli Istituti di Cultura. Una rete
vastissima, su cui corre una volontà rinnovata di servire tutto il ‘Sistema
Paese’, in tutte le sue componenti pubbliche e private” Per Frattini
“l’obiettivo comune, nostro e delle Regioni, è quello di accrescere la
visibilità della nostra azione, di strutturare la presenza dell’Italia e delle sue
realtà al livello delle aspettative dei nostri partners mediterranei
e del ruolo che possiamo e dobbiamo giocare nell’area. Il quadro di
coordinamento e una più efficace azione Stato-Regioni è essenziale anche per
affermare con costante incisività il nostro ruolo nell’area, evitare che altri
Paesi rivieraschi con un maggiore coordinamento ma con minori titoli riescano
ad occupare spazi politici, economici, culturali che dovrebbero invece essere
quasi naturalmente appannaggio dell’Italia e delle sue Regioni”. Ovvio che il
bacino del Mediterraneo porti con sé non solo grandi prospettive ma anche
problemi da risolvere. “Non può sfuggire ad esempio in questo momento la
complessità del Processo euro-mediterraneo che vive una fase di profonda
riconsiderazione e riflessione – spiega Frattini – L’iniziativa francese dell’Unione per il
Mediterraneo non sta conoscendo vita facile. Dobbiamo interrogarci sul come
rendere le iniziative funzionali al disegno strategico italiano e lo vogliamo e
dobbiamo fare assieme alle Regioni che ne sono maggiormente interessate”.
Frattini ha poi concluso spiegando che “ho voluto per il Ministero
degli Esteri una profonda ristrutturazione, per essere all’altezza delle sfide di uno scenario mondiale del
tutto nuovo e particolarmente complesso. Non più solo direzioni generali
geografiche, ma anche direzioni generali che possano essere grandi
“contenitori” di competenze e capacità di agire trasversali. Tra questi, una
grande Direzione
Generale per il Sistema Paese, che nasce dall’esperienza
positiva dell’Unità Sistema Paese della Farnesina, che ha anche la
responsabilità dei rapporti con le Autonomie Territoriali. La
nuova Direzione Generale integrerà anche la promozione culturale: in un Paese
come il nostro, economia e cultura non possono essere considerate come mondi
separati, ben al contrario. E quale area geografica, se non il Mediterraneo,
potrà costituire il banco di prova per un’azione veramente sinergica del
Sistema Italia?”.