Roma, 19 apr – “Mancato rispetto di un diritto oltre che di una norma di legge”. Con questa motivazione la senatrice del Pd Tamara Blazina chiede al ministro dell’Interno di intervenire perché venga rispettata la legge n. 38 del 2001 sulla tutela delle minoranza linguistiche slovene la quale prevede il diritto di avere il proprio nome e cognome scritti secondo l’ortografia slovena in tutti gli atti pubblici. Una disposizione, sostiene la senatrice, “finora disattesa da molte amministrazioni pubbliche, soprattutto nel rilascio di documenti personali in forma elettronica (carta d’identità, codice fiscale, patente di guida, eccetera) così come anche le tessere sanitarie di competenza dell’Agenzia delle entrate ed emanate dalla Regione Friuli Venezia Giulia”. Nell’alfabeto sloveno vi sono alcune lettere (c, s e z) che portano in apice il segno diacritico, che non è un semplice accento aggiunto ad esse, ma un segno di lettere diverse dalle altre e ricorrenti nei cognomi e nomi sloveni.
(PO /cer)