Roma, 27 apr – “Stiamo vivendo un periodo difficile dal punto di vista della finanza pubblica, e i tagli hanno finito per pesare in maniera esponenzialmente negativa per le nostre comunità all’estero. So che c’è una responsabilità storica da partite di tutti gli esecutivi, perché non è stata mai adeguatamente valorizzata la nostra presenza del mondo”. Questo il messaggio che Rosy Bindi, presidente del Partito democratico, ha voluto portare questa mattina alla plenaria del Cgie. “Il buon nome dell’Italia in larga parte è legato alla vivacità delle nostre comunità nel mondo, un fatto spesso dimenticato: basti pensare ritardo con il quale abbiamo dato il diritto di voto” ha ammesso la Bindi, che ha affrontato il problema dell’ennesimo rinvio del rinnovo dei Comites: “Mi assumo la mia parte di responsabilità a riprendere in modo più serrato con l’esecutivo questo problema. Credo che la partecipazione abbia un costo ma che non possa essere mortificata da questo, possiamo sacrificare anche un minimo di apparente efficienza alla partecipazione”. Per quanto riguarda il voto degli italiani all’estero “abbiamo una legge tardiva e che non è riuscita a dare buona prova di sé ma quando le cose non funzionano dobbiamo farle funzionare, non rinunciarci: dobbiamo introdurre tutte le garanzie e le tutele per un voto trasparente ma non possiamo coltivare dubbi sulla bontà della scelta delle legge per l’elezione degli italiani all’estero”. Nel finale la Bindi si guadagna anche gli applausi della platea quando chiede agli italiani all’estero “di aiutarci con le iniziative per i 150 anni dell’Unità d’Italia perché voi siete d’esempio: dispersi in tutto il mondo, non avete perso il concetto di patria”. Ed è standing ovation.
(Sis)