Roma, 30 apr – “Attraverso i giovani è possibile sviluppare una nuova coscienza europeista e multiculturale”. E’ questa l’idea alla base del lungo e articolato intervento con il quale il professor Roberto Ricci dell’Università di Chieti-Pescara ha aperto la sessione pomeridiana del convegno “L’Europa in movimento” dedicata al ruolo dell’istruzione nella formazione di una identità europea. Ricci ha sottolineato come ormai non esista “soltanto l’est, dove l’Europa deve sempre più impegnarsi, ma si aprono nuove prospettive”, in particolare “l’area mediterranea diventa un confine dell’Europa che guarda all’Oriente e a al Sud del mondo”. Anche per questo una cittadinanza “post nazionale o transnazionale”, che superi il concetto di Stato-nazione senza però annullarlo, è quella che offre maggiori prospettive per un approccio “inclusivo, socialmente attivo e multidimensionale”. Purtroppo il professor Ricci evidenzia una mancanza di momenti educativi e formativi europei “utili alla piena comprensione e alla maturazione della cittadinanza in tutte le età”, ma specialmente “tra i giovani e i giovanissimi”. “Soprattutto – conclude Ricci – non esiste lo studio della cittadinanza europea nelle scuole del nostro continente, e nemmeno viene trasmessa e valorizzata nelle università,nei centri di ricerca e di studio”.
(Pif)