Roma, 17 mag – Una rete di donne imprenditrici per uscire dall’orlo di una crisi. È quanto è riuscito a fare un gruppo di giovani donne impegnate professionalmente nella ristorazione tramite il progetto pilota “Fipe Rosa”. L’iniziativa, finanziata dal ministero del Lavoro nell’ambito della Legge 125/91 e realizzata dalla Federazione italiana dei pubblici esercizi, ha messo in collegamento titolari di imprese consentendo loro di ricevere formazione a distanza, assistenza alla soluzione delle problematiche individuali e di creare anche gruppi di acquisto. Le esperienze positive registrate dalle partecipanti al gruppo di lavoro sono state illustrate durante il convegno “Il futuro rosa dell’impresa in rete” organizzato dalla stessa Fipe, questa mattina a Milano presso il palazzo Giureconsulti. “Lo scenario con cui oggi ci stiamo confrontando – ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, durante l’incontro – è quello di una difficile transizione, in cui la crisi morde ancora il tessuto dell’economia reale. Crediamo, pertanto, che la strada maestra su cui puntare sia l’innovazione perché si tratta di un grande volano di crescita per sostenere una ripresa che sia più robusta e più rapida del previsto e interrompa la spirale negativa della stagnazione dei consumi e dell’aumento della disoccupazione”. Secondo i dati della Camera di commercio di Milano, nella sola Lombardia, il 17,7% delle imprese è gestito da donne. Anche a livello nazionale il settore dei pubblici esercizi non è da meno: su 10 bar quattro sono gestiti da donne; una percentuale che si ritrova anche nei ristoranti (3,6 donne ogni 10 gestori uomini). “Se c’è un settore dove la partita esiste e dove comandano le donne –ha affermato il presidente Fipe e vicepresidente Confcommercio, Lino Enrico Stoppani – quello è proprio il settore dei pubblici esercizi. La storia della cucina italiana si è costruita e consolidata spesso su braccia femminili; basti pensare al ruolo delle nostre mamme impegnate in passato soprattutto in casa e in cucina e al fatto che quattro dei cinque ristoranti a tre stelle Michelin vedano il ruolo primario di donne imprenditrici”. Il successo riscontrato dalla sperimentazione diventerà il presupposto per poter riproporre in maniera più strutturata l’iniziativa e creare una rete ancora più ampia con cui le imprenditrici possono migliorare la professionalità, registrando alti rendimenti della loro azienda senza sacrificare tempo e attenzione alla vita privata. Uno degli strumenti importanti per la riuscita di questo esperimento è stato la piattaforma “Melius”, una rete di collegamento informatica in grado di creare un percorso personalizzato di crescita individuale e professionale e dare la possibilità alla donna imprenditrice di sviluppare una maggiore potenzialità creativa e una maggiore abilità nella soluzione immediata dei problemi. (PO / red)