Roma, 9 giu – “Per ora il silenzio. L’articolo 30 della manovra finanziaria non è ancora esploso. Forse non se ne è accorto nessuno. Ma la nuova norma sul recupero degli indebiti dell’Inps è clamorosa”. E’ il campanello d’allarme di Gino Bucchino, deputato del Partito Democratico eletto all’estero, che chiede all’Inps maggiore chiarezza e precisazioni dovute su una norma che non è ben chiara”. Bucchino parla di “espropriazione forzata per chi non restituisce l’addebito. Lo spietato compito – spiega ancora il parlamentare commentando la norma – sarà affidato ad un agente della riscossione che assolverà ai suoi compiti senza anteporre alcuna considerazione caritatevole. Tardare la restituzione delle somme indebitamente percepite comporterà l’emissione da parte dell’Inps di un “avviso di indebito” a fronte del quale il “trasgressore” avrà fino a 90 giorni per pagare o fare ricorso. Altrimenti scatterà l’esecuzione forzata da parte degli agenti della riscossione sulle proprietà dei debitori. L’eccezionale novità è rappresentata dall’avviso di addebito, dotato di valore di titolo esecutivo: la legge è precisa al riguardo e recita al comma 1 dell’articolo 30 “A decorrere dal 1° gennaio 2011, l’attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’Inps, anche a seguito di accertamenti degli uffici, é effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo”.