Roma, 16 giu – “La crescita dell’export è un segnale positivo ma non sufficiente a dare stabilità a un settore – quello del commercio con l’estero – che soffre anche per le incertezze e i ritardi del Governo. L’aumento contemporaneo del deficit commerciale, il ritardo con il quale si affrontano le riforme di questo importante e delicato settore e le incertezze manifestate dal Governo nella manovra economica rappresentano ulteriori elementi di preoccupazione”. Lo ha detto Marco Fedi, deputato del Partito democratico eletto nella circoscrizione estera. “Invece delle riforme degli strumenti di internazionalizzazione – ha ricordato Fedi – il governo aveva semplicemente proposto l’eliminazione dell’Ice per poi fare marcia indietro. Oggi dovremmo preoccuparci di riprendere quel cammino per dare autentici strumenti di “internazionalizzazione” al “made in Italy” in un momento favorevole per le esportazioni e l’Istituto per il Commercio Estero deve essere al centro di questo processo. Analogamente – conclude Fedi – occorre verificare le condizioni per rafforzare gli accordi di programma e di partenariato con le Regioni per dare opportunità al federalismo anche nel settore della promozione commerciale.
(Red)