Ginevra,
21 giu – Su invito del Comites di Ginevra congiuntamente all’Institut
d’Histoire de
dell’Università di Ginevra patrocinati dal Consolato Generale d’Italia a
Ginevra, il Sen. del Partito Democratico Ignazio Marino ha tenuto una conferenza
sul testamento biologico. Dell’incontro riferisce Alfiero Nicolini, segretario del
Pd-Ginevra, che scrive come “prendendo spunto dalla sua personale esperienza di
chirurgo di fama internazionale specializzato nel trapianto di organi, Marino
ha fatto riferimento a percorsi di vita e di morte di alcuni suoi pazienti che
hanno contribuito a formare le sue convinzioni di cui si è fatto promotore
nelle aule parlamentari questi ultimi anni. Parte della sua formazione e della
ricerca scientifica è maturata negli ospedali degli Stati Uniti, dove ha
vissuto per diciotto anni. Il suo vissuto e la straordinaria umanità con la
quale ha descritto alcuni casi ha sicuramente commosso molti presenti”. Secondo
Marino, “l’uso prettamente politico a fine elettoralistico di queste questioni,
ha determinato una situazione nella quale un clima deplorevole di scontro
ideologico impedisce certi politici, che si sentono obbligati all’obbedienza di
una parte della gerarchia cattolica attuale, di ragionare serenamente facendo
valere il semplice buon senso. Delicatissime questioni come la vita e la morte
che toccano profondamente le coscienze e che si situano ben al di sopra della
politica, dovrebbero essere trattate con molta più serenità nel rispetto delle
delle fedi religiose ma allo stesso tempo dell’inaglienabile diritto della
libertà individuale di decidere”. Per il
chirurgo “il caso di Eluana Englaro è purtroppo emblematico di come in Italia
certa politica abbia vergognosamente oltrepassato ogni limite di decenza”. Rispondendo
alle domande dei presenti, Marino ha espresso tutte le sue garndi perplessità affermando, che “purtroppo,
è in questo clima detestabile, intriso di ipocrisia e di calcoli politici
meschini, che
dei Deputati sarà chiamata a pronunciarsi sul progetto di legge del cosidetto testamento
biologico. Se il testo già approvato dal Senato dovesse esssere votato tale
quale dai Deputati, di fatto i cittadini italiani, e tantomeno i loro
famigliari, non potranno decidere autonomamente del loro fine vita. Si impedirà così all’Italia di far parte delle
nazioni civili (praticamente tutte le grandi democrazie), che si sono dotate di
una legge che garantisce le libertà individuali di ogni persona”. In tale ipotesi Marino ha indicato la
possibilità di lanciare un referendum abrogativo il quale avrebbe ragionevoli
speranze di successo posto che un sondaggio condotto dall’Ipso nell’aprile 2009
indicava che: ‘3 italiani su 4 auspicano la possibilità di richiedere
liberamente, nel testamento biologico, l’interruzione delle cure qualora si
trovassero in situazione di coma irreversibile’.
(Red)