Roma, 2 lug – Mentre con la strategia Ue 2020 l’Unione europea si pone l’obiettivo di portare al 3% del PIL i livelli d’investimento pubblico e privato combinati nel settore della ricerca scientifica, in Italia il Parlamento, le parti sociali e le stesse presidenze degli Enti di ricerca non prestano attenzione verso i ricercatori degli Enti di ricerca. Inoltre, i tagli della manovra del governo, la quasi impossibilità di avanzamenti di carriera, l’autonomia dei ricercatori non sempre garantita ed una comunità scientifica tenuta all’oscuro delle principali decisioni programmatiche o strategiche degli enti; sono tutti elementi che rischiano di distruggere il Sistema Ricerca in Italia. E’ quanto emerge da un’inchiesta pubblicata dal settimanale “Il punto”, in edicola la prossima settimana, partendo dai contenuti del libro bianco che l’Associazione nazionale professionale per la ricerca (Anpri) presenta oggi, 2 luglio, nel corso di un Workshop internazionale in programma al Lingotto di Torino, nella cornice dell’European Science Forum2010. Il libro bianco illustra la situazione confrontandola con quella che dovrebbe essere alla luce dei principi della Carta Europea dei Ricercatori, adottata dalla Commissione Europea nel marzo 2005. Il quadro che ne emerge indica una “mancata valorizzazione di questa componente della comunità scientifica nazionale che pure contribuisce in modo significativo, stando agli indicatori internazionali, alla qualità e quantità della ricerca prodotta in Italia, soprattutto in considerazione del minor numero di addetti rispetto al mondo accademico”.
(Red)