Pisa, 5 lug – Il Leviatano, mostro marino spesso rappresentato nelle sembianze di un drago, di un coccodrillo o di una balena, riaffiora fossile nel deserto del Perù. La scoperta, pubblicata nel numero di “Nature” di luglio, è stata fatta da un team di ricercatori internazionali coordinati da Giovanni Bianucci, ricercatore al dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Pisa, e da Olivier Lambert, del Musèum national d’Histoire naturelle de Paris. “Leviathan melvillei” è il nome scientifico che è stato dato a questo animale, dedicandolo a Herman Melville che nel suo celebre romanzo “Moby Dick” identifica più volte nel capodoglio quello che la tradizione biblica indica come il mostro marino per antonomasia. E “Leviathan”, uno dei più temibili predatori marini fino ad oggi conosciuti, è effettivamente un parente alla lontana dell’attuale capodoglio (“Physeter macrocephalus”) con il quale condivide le dimensioni gigantesche – intorno a 15 metri – e il grande spermaceto sopra la testa. Il reperto è stato scoperto nel deserto costiero del Perù, a 35 km sud-est dalla città di Ica, in sedimenti di 12-13 milioni di anni fa. Sono stati ritrovati il cranio, lungo tre metri, la mandibola e diversi denti lunghi quasi 40 centimetri. Diversamente dal capodoglio, “Leviathan” aveva una batteria di denti completa: 18 nella mascella superiore e 22 in quella inferiore. Era pertanto un feroce predatore che afferrava e immobilizzava la preda con i grossi denti e ne stappava le carni a morsi, nello stesso modo dell’attuale orca.
(red)