Roma, 19 lug – In una intervista a Repubblica il leader del Pd Pierluigi Bersani tira le somme del suo viaggio negli Stati Uniti. “Ci sono andato per rinsaldare i rapporti del partito con una realtà rilevante. E anche per dare agli americani l’idea che c’è un’altra Italia. Ho avuto la conferma che sulla politica estera e sulle priorità in tema di economia, gli Stati Uniti non hanno certo le stesse idee del nostro governo. Persino nel luogo più estremo delle esigenze di stabilità, come il Fondo Monetario, si discute della crisi con un approccio vicino alle posizioni del Pd. Ci si rende conto che la finanza deve pagare qualcosa per quello che è avvenuto perché non si può far ricadere tutto sulle politiche per il sociale e la crescita”. Bersani riferisce la sua risposta data allo scrittore Paul Auster sul perché Berlusconi piace agli italiani: “Gli ho spiegato che Berlusconi rappresenta un’esigenza conservatrice ben conosciuta in tutto il mondo. In più lui ci mette di suo un messaggio populista e un elemento di controllo dei processi democratici e dell’informazione. Come Bush, dietro l’apparenza caricaturale, c’è una sostanza di politica conservatrice”. Sottolinea anche, riguardo al ddl intercettazioni, che “negli Stati Uniti sono preoccupati per le conseguenze che la legge avrebbe sulle indagini, in particolare quelle internazionali”.
(red)