Roma, 20 lug – “Per il principio di territorialità della protezione brevettuale è importante la traduzione in lingua italiana della descrizione del ritrovato del brevetto europeo”. Lo ha dichiarato Franco Narducci, deputato del Pd eletto all’estero e vice presidente della Commissione esteri della Camera, in merito alla proposta del presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, di eliminare l’italiano per restringere alle lingue dell’Epo, cioè le lingue con valore legale nel brevetto europeo valido nei 27 Paesi membri. “Una eliminazione che – ha spiegato Narducci –rappresenterebbe non solo uno schiaffo al contributo italiano alla costruzione dell’Unione europea ed alla formazione della sua identità culturale, ma anche al peso in campo economico e industriale dell’Italia che detiene, in virtù del quale detiene quote significative del Fmi”. “Tuttavia – ha proseguito ancora Narducci – emerge un problema di coordinamento tra il sistema della Convenzione di Monaco sul brevetto europeo e la disciplina comunitaria in materia brevettuale e soprattutto è necessario risolvere il nodo problematico dei costi troppo elevati di traduzione, peraltro, già affrontato senza efficacia risolutiva dall’Accordo di Londra del 17 Ottobre del 2000”. “Purtroppo – ha concluso il deputato democratico – anche attraverso questi episodi legati alla traduzione brevettuale si registra una tendenza ad accantonare la lingua italiana nel lavoro delle istituzioni comunitarie a scapito del grande contributo che la lingua di Dante ha dato alla cultura europea e alla formazione della sua dimensione umanistica senza tralasciare la presenza di oltre tre milioni di italiani residenti nei vari Paesi europei”.
(Ram)