Roma, 8 ago – “Rievocare i morti di Marcinelle senza immaginare politiche e strategie a livello nazionale ed europeo, capaci di assicurare diritti e dignità ai nuovi immigrati in Italia e a tutti i lavoratori, sarebbe un esercizio vuotamente celebrativo, incapace di riconnettere questo pezzo doloroso di storia patria alle sfide globali che attendono le politiche del lavoro, della legalità e dell’immigrazione”. Lo scrive Eugenio Marino, responsabile nazionale del Partito democratico per gli italiani nel mondo, nel giorno del 54esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, costata la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani. Per lo più meridionali. L’anniversario di oggi, secondo Marino, “potrebbe essere l’occasione, favorita dalla concomitanza col 150° dell’Unità d’Italia, per ragionare, senza retorica e stereotipi, sugli italiani all’estero e sul senso della loro vicenda storica all’interno di quella del Paese. Questa riflessione – prosegue il responsabile Pd per gli italiani nel mondo – potrebbe partire dalle condizioni di sfruttamento e mancanza di sicurezza in cui lavoravano gli immigrati nel civile Belgio. Condizioni disumanizzanti, che immaginavamo consegnate a un passato di soprusi e sfruttamento cancellate da lotte e conquiste dei lavoratori. Purtroppo, in Italia le cose vanno ancora molto diversamente”. “Assenza di regole sul lavoro e abusi – sottolinea Marino – fanno ancora parte della quotidianità di migliaia di persone e la gravissima crisi economica in atto ha aggravato condizioni di illegalità già endemiche soprattutto nel Sud. Con la crisi che morde, trattamenti umilianti e massacranti vengono oggi riproposti ai lavoratori come unica alternativa alla disoccupazione e all’emigrazione. In un ricorso storico che ha il sapore amaro di una nemesi per chi, dopo decenni di sacrifici e soprusi subiti all’estero, aveva assaggiato l’illusione di un riscatto in Patria. Basta pensare a ciò che succede in tanti cantieri edili del nostro Sud, nelle gallerie, nei territori controllati della ‘ndrangheta, dove i subappalti lasciano al lavoro solo le briciole. Parlo di chi arriva a sostenere turni di 20 ore, per cui una minima distrazione può costare, e troppo spesso costa, la vita”. Infine un messaggio al proprio partito: “L’esperienza degli italiani all’estero può essere un tassello dell’identità e del profilo del Partito democratico che, come afferma Bersani, o sarà popolare e del lavoro o non sarà. O saprà ricollocare la dignità della Persona, i diritti e la legalità al centro della sua proposta politica, o difficilmente riuscirà a raccontare e rappresentare un Paese nuovo, alternativo a quello incoraggiato e incarnato dalla Destra in questi ultimi 15 anni”.
(Red)