Se il tempo non basta una soluzione c’è: sembrano averla trovata le signore del gentil sesso che moltiplicano le attività simultanee. Un modello diffuso e praticato in media da otto persone su dieci, soprattutto dall’universo femminile (92% contro 83% degli uomini). Al primo posto le attività lavorative: lavorare al telefono e al computer insieme. Poi viene il mangiare: per una signora su dieci la pausa pranzo è un momento anche di lavoro, il doppio degli uomini. C’è poi un 3% che continua a lavorare nel week-end, durante l’escursione o in spiaggia. Mentre gli uomini, 1 su 7, preferiscono sfruttare gli spostamenti in auto o in treno per lavorare. La giornata delle donne sembra così durare 27 ore: in media infatti riescono a mettere da parte 3 ore in più al giorno grazie alla coesistenza di diverse attività, un’ora in più rispetto ai maschi. Dopo tutto, in circa un caso su tre, gli orari dell’impresa sono molto flessibili e rendono possibile gestire più attività insieme. Nel 6,3% dei casi, 1 su 15 circa, si può lavorare da casa, magari occupandosi intanto delle faccende domestiche o della cucina. Sono dati che emergono da un’indagine Camera di commercio di Milano su oltre 200 imprese e addetti milanesi a luglio 2010. “In un mercato del lavoro che sta cambiando, tra sfida e opportunità, con tempi sempre più flessibili, le donne possono giocare un ruolo attivo e da protagoniste in tutti i settori – ha dichiarato Gianna Martinengo, presidente del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano -. Ma c’è ancora molto da fare per promuovere la presenza femminile. A partire dal lavoro autonomo e dalle imprese che giocano un ruolo importante sul nostro territorio. Nella crescita della competitività bisogna premiare il capitale umano, l’istruzione e il lavoro della conoscenza, elementi presenti e diffusi nell’universo in rosa”. (17 set – red)