I posti letto regolamentari nei penitenziari italiani sono 44.612, mentre i detenuti ammontano a 68.527. Nel 2000 i reclusi erano 52.784: nell’arco di un decennio sono cresciuti di 15.734 unità, ma nel mezzo c’è stata la Legge Mastella del 2006 sull’indulto. Questi sono alcuni dei dati contenuti nel settimo Rapporto Antigone, nel quale si legge ancora che dei 68.527 detenuti – 95,65% uomini, 4,35% donne – in 206 istituti penitenziari, 15.233 sono in attesa del primo giudizio e il 43,7% è composto da imputati: si tratta di un ‘record’ in Europa. Ad esclusione dei veneti che restano stabili, crescono i detenuti di origine ‘padana’. Sono 9.782, il 15% del totale dei detenuti e il 25% degli italiani in carcere: nella storia penitenziaria italiana non sono mai stati così tanti. Mentre aumenta sensibilmente il numero di detenuti emiliani e toscani, scendono le presenze di detenuti pugliesi, campani, calabresi, siciliani, le regioni a più alto rischio di presenza di criminalità organizzata. Esse producono 17.439 detenuti, il 25% del totale, ma nel 2001 erano 25.668, ossia poco meno del 50%. I detenuti del Centro Italia sono 9.291, quelli del Sud 17.612. I detenuti stranieri nelle nostre carceri sono 25.164, mentre nel 2000 erano 14.057. Tra le comunità dei reclusi, quella più numerosa è costituita dai marocchini (5.330), seguiti da tunisini (3.225), rumeni (3.045). Dal Rapporto Antigone emerge anche che le persone in affidamento in prova sono 7.800, quelle in detenzione domiciliare 4.692, 5.726 sono i detenuti italiani imputati o condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso, 28.154 quelli che hanno commesso violazioni della legge sulle droghe. Sono invece 1.437 gli ergastolani italiani, 54 quelli stranieri. I detenuti privi di titolo di studio sono 2.343, quelli che hanno finito la sola scuola elementare 9.197. Il costo medio di un detenuto è di 113 euro, ma il costo medio per il suo mantenimento (pasti, igiene e trattamento rieducativo) è di 7,63 euro. Passando ai numeri del personale, i magistrati di sorveglianza sono 178: ogni magistrato deve in media occuparsi di 394 detenuti. La pianta organica della Polizia penitenziaria prevede un organico di 3.303 donne e di 38.695 uomini, per un totale di 42.268 unità. In realtà l’organico amministrato equivale a 3.183 donne e 34.165 uomini. Il totale unità delle unità è 37.348, un poliziotto ogni due detenuti. Da questi numeri vanno poi sottratti le 3.109 unità di personale che non prestano servizio attivo. Infine, la pianta organica ministeriale prevedrebbe 1.331 educatori e di 1.507 assistenti sociali ma il primo settembre di quest’anno gli educatori risultavano essere 1.034 e gli assistenti sociali 1.105. Ossia, circa un operatore ogni 60 detenuti. (Kat – 22 ott)
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