Codroipo, 28 ott – La cooperazione allo sviluppo è oggi “un grande strumento per far emergere le eccellenze e le professionalità italiane all’estero, ma anche per agevolare queste eccellenze”: in particolare “l’Italia ha una grande possibilità, quella di assumere la leadership in Europa, dove un approccio alla cooperazione è purtroppo assente, e aprire una porta verso il Mediterraneo”. Lo ha spiegato Elisabetta Belloni, direttore generale della Cooperazione italiana in occasione della Conferenza dei Protagonisti italiani nel mondo a Villa Manin, in provincia di Udine. Secondo la Belloni, in un contesto in cui gli attori sulla scena internazionale sono molteplici, “dalle agenzie Onu che si sono moltiplicate, a fondazioni come quella di Bill Gates, la società civile, le organizzazioni non governative” è importante che “lo Stato riacquisti una capacità di coordinamento e di indirizzo politico. Si tratta di un esercizio di messa a sistema che non può non partire dal basso, ed è per questo che organizziamo frequenti tavoli inter-istituzionali, o quello con Confindustria che stanno dando risultati straordinari, o con i più importanti atenei d’Italia”. L’azione di coordinamento dello Stato, secondo la Belloni, dovrebbe garantire alla cooperazione allo sviluppo “maggiore impatto alle risorse a disposizione, maggiore efficacia e anche maggiore possibilità di ritorni per chi è coinvolto” dal momento che “spesso anche gli imprenditori italiani all’estero si trovano nella situazione di fare progetti di sviluppo”. Quanto alle risorse, “bisogna guardare non tanto al volume quanto alla qualità, e offrire agli attori strumenti su cui poter contare in un contesto sinergico”. Infine, secondo la Belloni un ruolo fondamentale la cooperazione la svolge anche nella sicurezza internazionale “perché nell’attuale mondo globale, con tutte le sue interdipendenze, si devono considerare tutte le implicazioni che certi fenomeni hanno sulla sicurezza internazionale”.
(Sis)