Roma, 3 nov – Centotrenta aziende, di cui dieci gruppi bancari e dodici associazioni industriali: questi i numeri della 28ma missione di sistema che Confindustria, Ice e Abi, sotto l’egida del ministero dello Sviluppo economico e del ministero degli Affari esteri, hanno organizzato in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e in corso fino all’11 novembre nelle città di Riyad, Dammam, Dubai e Abu Dhabi. A guidare la missione il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, il viceministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il presidente dell’Istituto nazionale per il commercio Estero, Umberto Vattani e il vicepresidente dell’Abi Guido Rosa. Presenti nella delegazione di vertice anche il vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria, Paolo Zegna, e il vicepresidente per le Infrastrutture, la logistica e la mobilità di Confindustria, Cesare Trevisani. “Il nostro primo obiettivo è avviare nuovi rapporti istituzionali ed economici con un’area strategica per la crescita globale”, ha affermato Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico che ha aggiunto: “L’Italia possiede tutte le caratteristiche geopolitiche e culturali per essere la porta d’Europa verso i Paesi mediorientali, dando vita a opportunità di investimento e collaborazione reciproca. E’ dunque fondamentale che istituzioni e mondo dell’impresa sappiano fare sempre più sistema per presentare il nostro Paese come realtà dinamica e competitiva. Attivare rapporti bilaterali di lungo periodo significa costruire una strada efficace per contrastare gli effetti della crisi. Infrastrutture, politica energetica e made in Italy sono i temi centrali su cui ci confronteremo durante la missione, la prima che coordino in qualità di ministro, con lo scopo di portare risultati concreti allo sviluppo economico del nostro Paese” ha concluso Romani. D’accordo anche il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso: “L’Italia – ha detto – scommette sui paesi del Golfo che, dopo la grave crisi economica dello scorso anno, hanno riacquistato una prospettiva di crescita interessante a partire dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi, grazie soprattutto alle risorse di materie prime. Per questo la missione è fondamentale per cercare di intercettare la richiesta di made in Italy in quelli che vengono definiti ‘nuovi ricchi’, penso ad esempio alle città nel deserto che sorgeranno in Arabia Saudita o alle grandi infrastrutture su cui puntano gli Emirati. In più proprio ad Abu Dhabi puntiamo ad approfondire possibili iniziative con i locali Fondi Sovrani, forniti di amplissima liquidità e che hanno già investito cospicuamente in Europa. La loro natura pubblica, unita alle dimensioni del loro potenziale capitale di investimento, presuppone che l’interazione sia veicolata da istituzioni competenti. Ecco perché svolgerà un ruolo chiave
(Gil)