Roma, 8 nov – I circoli del Pd estero ci sono e sono vicini all’Italia. Con queste parole il segretario del circolo del Lussemburgo del Pd ‘Eugenio Curiel’, Roberto Serra è intervenuto nel corso dell’assemblea dei segretari dei circoli del Pd che si è tenuto a Roma alla presenza del segretario Pierluigi Bersani, portando all’incontro la voce degli oltre cento circoli presenti in tutto il mondo, circoli che “hanno dato un contributo rilevante – ha detto Serra – alla elaborazione delle proposte politiche dell’assemblea nazionale con un proprio documento politico e anche nelle diverse commissioni di lavoro”. “Ma questo contributo – ha aggiunto – non si è limitato al dibattito interno”. I circoli del Pd all’estero, infatti, “si sono mobilitati – ha spiegato Serra – a fianco delle associazioni e dei rappresentanti istituzionali per manifestare contro il governo Berlusconi” che “svilisce l’immagine del nostro Paese all’estero”. E gli italiani all’estero, secondo il segretario del circolo lussemburghese, “pagano direttamente sulla loro pelle le conseguenze di questa immagine”. Il compito del Pd, prosegue Serra, è quello di dimostrare che “esiste un’altra Italia” e che c’è una “realtà politica veramente radicata all’estero” e per fare questo il partito deve “investire nei tanti amici e compagni che vivono la loro italianità all’estero con un forte senso di appartenenza alla comunità” perché aprire un circolo del Partito democratico all’estero “è un atto di forte amore e appartenenza all’Italia”. E sul piano programmatico “il Pd – dichiara Serra – deve farsi promotore di una grande stagione di integrazione culturale che riguardi tanto l’emigrazione tradizionale e le nuove generazioni, quanto il mondo imprenditoriale, quello della ricerca e quello politico”, dialogando “con le piccole e medie imprese” aiutandole a internazionalizzarsi. E anche per questo, i molti “amici e compagni del Partito democratico radicati nei vari territori costituiscono un’indubbia risorsa umana che vi chiediamo di valorizzare”. Si tratta, secondo Serra, di “far andare più Italia all’estero e di far entrare più estero in Italia e aiutare questo Paese a sprovincializzarsi un po’ e fare in modo che ci si senta un po’ più parte di una grande comunità internazionale”. Su questo punto Serra, a nome dei circoli del Pd all’estero, chiede al partito di assumere “un impegno programmatico serio e che coinvolga anche noi dall’estero”.
L’auspicio del segretario del circolo del Lusseburgo è che il Pd aspiri a diventare partito “moderno, laico e riformista” per cambiare l’Italia, Paese in cui “l’unico spazio di realizzazione per i giovani risiede nell’emigrazione” dal Sud al Nord oppure all’estero – evidenzia Serra – e i tanti che restano “si sentono estranei ed emigrati in casa propria perché non trovano opportunità di crescita”. Ed è a questo punto che Serra lancia quella che secondo lui deve essere la missione del Pd è quello di raggiungere almeno il 30% dei consensi perché “non possiamo – commenta – rimanere fermi al tipo di consenso che abbiamo adesso”. Serra parla ancora di internazionalizzazione, cultura, economia e immigrazione. E su questo ultimo tema in particolare Serra punta il dito contro le politiche messe in atto in Italia attualmente: “E’ intollerabile – sottolinea – per noi che viviamo all’estero, per un popolo di emigranti come l’Italia, vedere quanto l’Italia maltratta gli immigrati che vengono per lavorare e farla crescere”. E riguardo all’emigrazione e ai circoli all’estero, Serra ha ringraziato Pierluigi Bersani, Rosy Bindi e l’intero gruppo dirigente nazionale “per aver compreso l’importanza del nostro contributo politico-culturale e perché state dimostrando grande capacità di ascolto andando all’estero tra la nostra gente e valorizzando quanto facciamo e quanto possiamo essere utili anche noi all’Italia”.
“Noi dei circoli del Pd all’estero ci siamo, siamo lontani fisicamente, ma siamo vicini e vi siamo vicini più di quanto non crediate – ha detto Serra alla platea – per far sì che l’Italia possa di nuovo presentarsi agli altri con la fierezza, la creatività e il cosmopolitismo che l’ha sempre caratterizzata e far sì che si riscopra il gusto di abbracciare i valori e le idee per quello che costano e non per quello che rendono”.
(Cle)