Roma, 23 nov – Il rilancio dei negoziati israelo-palestinesi passa per la strada di una qualche “concessione” sul fronte di una nuova moratoria edilizia nelle colonie e il governo israeliano ne è consapevole mentre l’Italia conferma il “sostegno” agli sforzi da parte dell’amministrazione Usa, degli israeliani e dei palestinesi per tornare a “colloqui diretti” tra le parti per raggiungere un “accordo di pace”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Gerusalemme dopo gli incontri con i dirigenti israeliani nell’ambito di una missione in Medio Oriente che domani lo vedrà nei Territori. “Ho trovato il primo ministro Netanyahu sinceramente convinto che la ripresa dei negoziati sia necessaria, che essa sia un bene per Israele e che si debba tentare la strada di una concessione- che io ritengo indispensabile- quale l’estensione temporale della moratoria”, ha detto Frattini, aggiungendo che la consapevolezza su questi tre punti testimonia di “una sincera volontà di pace”. Tutto questo dopo il faccia a faccia col premier Netantyahu, con il ministro della Difesa (e capofila della minoranza di governo laburista), Ehud Barak, con la leader di Kadima (opposizione centrista) Tzipi Livni. Tutti gli interlocutori israeliani, ha aggiunto, sono “ormai convinti che la soluzione dei due Stati per due popoli sia senza alternative”, una posizione “non scontata fino a due anni fa”. Per avvicinarsi alla meta, occorre ora sostenere lo sforzo messo in campo dall’amministrazione Obama con l’offerta a Israele di aiuti e garanzie in cambio di una nuova moratoria di tre mesi. “Un tentativo serio – secondo Frattini – che va sostenuto da tutta l’Ue e che l’Italia, il migliore amico d’Israele in Europa, sostiene senza riserve”. Quanto al nodo di Gerusalemme est – la parte a maggioranza araba della Città Santa che i palestinesi rivendicano quale loro futura capitale, ma su cui il governo Netanyahu non è disposto al momento a fare concessioni – la posizione italiana è che serve “una soluzione pragmatica tale da consentire di avviare negoziato sostanziale sui confini e di equilibrare il principio fondamentale del ripristino dei confini del ’67 con compensazioni territoriali soddisfacenti per gli uni e per gli altri”. Frattini ha fatto sue le preoccupazioni israeliane riguardo ai programmi nucleari dell’Iran e alle attività di Hezbollah in Libano e di Hamas nella Striscia di Gaza. Mentre ha rivelato di aver offerto al primo ministro israeliano la disponibilità italiana a mediare per un riavvicinamento con
(Red)