Roma, 9 dic – La notizia circolava già da un po’, ma è stata ufficializzata solo oggi. Il deputato eletto all’estero nelle fila dell’Italia dei Valori, Antonio Razzi, è passato alla maggioranza entrando a far parte del gruppo parlamentare Noi Sud. La notizia l’ha data lo stesso deputato durante una conferenza stampa a Montecitorio. “La separazione è indispensabile”, ha detto Razzi, perché “è venuto meno il rapporto di fiducia, c’era un mio stato di sofferenza atavica nel partito. Voglio tornare in autonomia a essere utile alla gente che rappresento”. “Voglio che sia ben chiaro che la decisione, per quanto sofferta, è frutto di una riflessione attenta che dura da anni – ha dichiarato Razzi -. E’ una decisione che avrei dovuto prendere già a inizio di legislatura quando il comportamento del partito nei miei riguardi era esplicito e trasudava insofferenza da tutti i pori”. Lo ha dichiarato il deputato eletto all’estero nelle fila dell’Idv Antonio Razzi e oggi passato alla maggioranza. Razzi infatti ha fatto riferimento “alla pochissima considerazione” che dichiara di aver ricevuto dall’Idv, comportamento questo che lo ha messo “in difficoltà al cospetto delle comunità italiane all’estero di cui si faceva latore in Parlamento”. “Il presidente Di Pietro è stato avvertito in giornata tre ore prima della conferenza da una accorata lettera mandata anche per conoscenza ai due capi gruppo del Senato e della Camera” Felice Belisario e Massimo Donadi. Nella lettera inviata a Di Pietro, Antonio Razzi lascia trapelare situazioni personali che sembrano prevalere su ideologismi politici e dintorni. Razzi ricorda a Di Pietro di “un lungo periodo nel quale neanche mi salutavi come se ti avessi fatto un gravissimo affronto” e affonda il colpo confessando di aver sopportato “la tua indifferenza ai miei sforzi di essere all’altezza, le mortificazioni e le offese più o meno esplicite sul mio conto. Io e te – scrive Razzi – non abbiamo mai parlato più di due minuti, forse saranno stati cinque in tutti questi anni. Non rinnego lo spirito con il quale ho lavorato seppur in situazioni critiche e – conclude il deputato – non è il conto che ti sto presentando ma dato che non hai saputo o voluto essere leale, allora Antonio Razzi ha deciso di non fare più parte della tua squadra”. Immediati i commenti dagli esponenti politici degli italiani nel mondo. “Bellissimo! La classe operaia va ad Arcore”, è la dichiarazione del responsabile del Partito democratico per gli Italiani nel mondo, Eugenio Marino, che si riferisce ironicamente al documentario ‘La classe operaia va in Parlamento’ in cui Razzi “soltanto qualche tempo fa” aveva raccontato delle “pressioni e le proposte ricevute per lasciare la maggioranza dell’allora governo Prodi”. Non fa nomi il deputato di Fli Aldo Di Biagio, ma il suo commento arriva proprio poche ore dopo il passaggio ufficiale di Razzi alla maggioranza. “Molti di questi coprono le loro vergognose azioni dietro una presunta e demagogica volontà di salvaguardare il bene del Paese ma è chiaro a tutti che quello che vogliono salvaguardare è soltanto una comoda e immeritata poltrona”, ha dichiarato Di Biagio. “I cambi di casacca, così rapidi ed ingiustificati, sbandierati ai quattro venti in conferenze stampa last minute a pochi giorni della fiducia sono una vergogna per la politica del Paese – spiega Di Biagio – perché testimoniano il fatto di essersi letteralmente venduti per trenta denari”. “Fa sorridere, ma con amarezza, assistere a riposizionamenti di coloro che sono nati in cornici politiche antiberlusconiane ed ora si ritrovano a dichiarare di votarne la fiducia – evidenzia – immagino che la posta in gioca in questo caso sia molto più alta che la semplice poltrona”. “Il problema è che molti colleghi non hanno la forza, il coraggio e la caparbietà di mettersi veramente in gioco e di accettare una sfida – conclude – e tutto questo è sinceramente disarmante non solo per noi ma per tutti i cittadini che credono ancora nella politica”.
(Cle/Ram)