Ai giapponesi piace l’olio extra vergine di oliva italiano. Il prodotto simbolo della dieta mediterranea sta diventando infatti sempre più familiare al Giappone. È aumentato il numero di consumatori che lo usano per cuocere carne e pesce, condire insalate, dare sapore ai piatti tipici e imprimere un ritmo diverso alla loro tavola. Nel paese del Sol Levante, l’Italia, con circa il 56% del mercato detiene la maglia rosa delle importazioni di olio di oliva in generale. Lo scorso anno il valore delle importazioni ha sfiorato i 9mila milioni di yen con un volume superiore a 16mila tonnellate che ha registrato un aumento del 11,6% dell’import dall’Italia rispetto all’anno precedente. “Con una aspettativa di vita che supera 82 anni ed un popolazione il doppio dell’Italia, il Giappone rappresenta il mercato più interessante per l’Italia in Asia, perché quello culturalmente più evoluto”. Ha riferito Massimo Gargano presidente di Unaprol. “In questo Paese – ha poi aggiunto – stanno cambiando alcune delle abitudini alimentari, aumentano i menu italiani nei ristoranti occidentali, cresce l’impiego dell’olio extra vergine di oliva che ormai è entrato a far parte della cultura gastronomica giapponese”. Lo dimostra l’andamento del volume delle importazioni complessive d’olio d’oliva e di extra vergine, che nel 1994 rappresentava 6.648 tonnellate e oggi invece, ha quasi triplicato le importazioni solo dall’Italia. La spesa media mensile di una famiglia giapponese, composta da 3 persone, è pari a circa 291mila yen. Di questi oltre 68mila servono per apparecchiare la loro tavola. “Giusto pertanto – ha concluso Gargano – continuare a investire nella promozione del vero prodotto I.O.O.% di alta qualità italiana in Giappone perché è un mercato che presenta molte opportunità per le imprese che hanno fatto la scelta dell’alta qualità certificata e garantita e perché l’olio extra vergine di oliva è un prodotto che unisce culture e tradizioni di due Paesi che hanno diversi punti in comune”. (10 dic – red)