Sono circa duecentomila gli
ospiti per Capodanno a tavola negli agriturismi. È quanto stima la Coldiretti
sulla base delle indicazioni dell’Associazione agrituristica Terranostra nel
sottolineare peraltro che aumentano soprattutto i giovani che trascorrono la notte
più lunga dell’anno nella tranquillità delle campagne facendosi tentare dalle
golosità gastronomiche tradizionali presenti sulle tavole imbandite degli
agriturismi. “La riscoperta della natura, ma soprattutto della voglia di stare
insieme per comunicare – sostiene la Coldiretti – apprezzati anche dalle
giovani generazioni che spesso in piccoli gruppi di amici scelgono gli
agriturismi, che hanno adeguato la propria offerta alle nuove esigenze. La
capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è –
continua Terranostra – la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi
ma aumenta nel contempo la domanda di servizi innovativi per sportivi,
nostalgici, curiosi e ambientalisti, insieme a questo va crescendo anche in
termini numerici l’abbinamento con il turismo d’arte. Su un totale di 19019
aziende agrituristiche – precisa la Coldiretti – 15681 offrono alloggio, 9335
ristorazione, 3400 degustazioni e ben 10583 altre attività tra le quali
prevalgono quelle escursionistiche, quelle sportive,corsi di degustazione,
centri benessere, osservazioni naturalistiche, equitazione trekking e mountain
bike”. Insieme a panettone e spumante negli agriturismi i protagonisti
sono i piatti della tradizione. Se in Emilia Romagna la festa è accompagnata
dagli immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i risotti
mentre in Piemonte sono gli agnolotti a farla da padrone e gli spaghetti –
sottolinea la Coldiretti – sono i più gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne
in Sardegna dove si prediligono i classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno
della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo
varia di molto a seconda dei prodotti che l’accompagnano: carne al sugo, con
formaggi, funghi e verdure o cacciagione. Molto presenti nei menu sono anche
cotechini e zamponi che sono serviti in tavola insieme alle lenticchie. Se –
continua la Coldiretti – le più note sono quelle di Castelluccio di Norcia IGP,
sono molte quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali
come le lenticchie di S. Stefano di Sessano (Abruzzo), di Valle agricola
(Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), molisane (Molise), di
Villalba e Ustica (Sicilia) o le altre umbre. La scelta avviene navigando su internet,
attraverso le guide o le pubblicazioni specializzate, grazie ad esperienze
personali e con il passaparola. Tra i clienti – conclude la Coldiretti – non
mancano gli stranieri (25%) e i giovani (55%) con età compresa tra i 18 e i 35
anni. (28 dic, Red)