Roma – “Sono allibito nell’apprendere, da dichiarazioni sulla stampa, di una imminente decisione del Presidente uscente Lula di concedere asilo politico a Cesare Battisti”. Così il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica che aggiunge: “Tutti sappiamo trattarsi di un volgarissimo assassino comune, macchiatosi di omicidi plurimi, un lurido vigliacco che ha anche ridotto in sedie a rotelle un allora quindicenne e che per salvarsi, dopo aver goduto di altolocate, vergognose, protezioni estere, si è inventato la persecuzione politica, il timore di una presunta incolumità fisica in Italia, come se noi fossimo un Paese medievale sotto il profilo della tutela giuridica e del rispetto dei diritti umani”. Il fatto che siano passati trent’anni dagli eventi “non può in alcun modo giustificare un atteggiamento di benevolenza istituzionale e giurisdizionale da parte di chiunque, e men che meno di un Paese quale il Brasile che ha appena annunciato che diventerà nel giro di pochissimi anni la quinta potenza economica mondiale” ha aggiunto Mantica. “Oneri ed onori”, ha sottolineato il sottosegretario, “il Brasile deve dimostrare di essere all’altezza delle sue aspirazioni anche nel settore del rispetto primordiale dei principî su cui si basano i sistemi giuridici degli Stati che vorrebbero svolgere funzioni di responsabilità nel contesto internazionale, al di là del fatto che deve rispettare gli accordi bilaterali. Una vergogna a dir poco, uno scandalo giuridico internazionale, di cui ciascuno si deve assumere la responsabilità e di cui alcuni, prima o poi, saranno chiamati a render conto, anche se fosse nell’al di là”. Mantica ha infine confermato che l’Italia ricorrerebbe alla Corte Suprema contro una decisione presidenziale che, per la prima volta nella storia del Brasile, va contro una sentenza dell’Alta Corte. “Come potrebbe il Brasile – ha concluso – continuare a pretendere un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu o pretendere di garantire intese nel settore nucleare internazionale (leggasi Iran) o svolgere operazioni di peace-keeping se tornasse al medioevo della giustizia? Con quale legittimità morale? Né il successore di Lula potrà far finta di nulla”.
(Red)