“Abbiamo svoltato, ma non sappiamo quanto in alto riusciremo ad andare”: con queste parole Vito Artioli, presidente di Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani), sintetizza l’andamento che emerge dagli ultimi dati economici diffusi dall’Ufficio Studi dell’Associazione relativi ai primi nove mesi dell’anno. Dati positivi, dunque, perché quasi tutti gli indicatori mostrano una tendenza incoraggiante anche se rimangono depressi i consumi interni e la dinamica dell’occupazione resta preoccupante. Il dato migliore viene proprio dalla produzione dei primi 9 mesi 2010. Relativamente al campione oggetto di indagine la produzione calzaturiera ha fatto registrare un incremento moderato dei volumi realizzati (+1,1%) ma una crescita più sostenuta in valore, con un aumento di circa il 2,5% rispetto all’analogo periodo del 2009. I prezzi si sono quindi mantenuti su una dinamica contenuta di aumento con una crescita dell’1% sul mercato interno e di quasi il doppio (+1,9%) sui mercati esteri. Risultati incoraggianti dunque, ma quanto generalizzati? La distribuzione delle imprese intervistate in base agli incrementi/decrementi nei volumi prodotti è rimasta pressoché invariata rispetto a quanto rilevato nel primo semestre: poco più della metà degli operatori (51%) ha indicato un aumento della produzione e per il 15,3% tale aumento è risultato superiore al 10%; sono invece circa il 14% le aziende del campione che chiuderanno il 2010 sugli stessi livelli dell’anno precedente. Ciò che appare in decisa contrazione è il numero di imprese che segnalano una diminuzione della produzione, anche se rimane una percentuale consistente (35% degli intervistati). (Red – 4 gen)