Roma, 10 gen – Primi segnali di ripresa per il made in Italy e in particolare per il sistema manifatturiero. E’ quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’indagine ‘Excelsior’ di Unioncamere e del ministero del Lavoro, partendo da alcuni settori del made in Italy (e non solo) più fortemente penalizzati dalla crisi occupazionale dei mesi scorsi. Ricominciano a crescere, infatti, e puntano su risorse più qualificate, le assunzioni dell’industria, che raggiungono le 14.600 unità nell’ultimo trimestre del 2010, pari al 21% delle entrate totali, oltre 3 punti percentuali in più di quanto previsto nel III trimestre dell’anno. All’interno del settore, spiccano gli incrementi del “sistema moda” e dell’industria dell’elettronica. A queste si aggiungono le maggiori entrate programmate nell’ultimo trimestre dell’anno rispetto a quello precedente da parte delle imprese dei beni per la casa (arredamento, ceramiche e vetro), che compensano il rallentamento di entrate di altri settori della manifattura. L’altro aspetto interessante che emerge dall’analisi è la richiesta occupazionale che proviene dall’istruzione, dai servizi ricreativi e culturali e dal mondo dell’editoria, dove, infatti, si registra l’incremento più rilevante delle entrate rispetto agli ultimi trimestri.