Perché Cetto La Qualunque torna in Italia dopo una lunga latitanza all’estero? È stata una sua scelta? O qualcuno trama nell’ombra? Con lui arrivano anche una bella ragazza di colore ed una bambina di cui non riesce a ricordare il nome: la sua nuova famiglia. Al ritorno in patria Cetto ritrova il fidato braccio destro Pino e la famiglia di origine: la moglie Carmen e il figlio Melo. I vecchi amici lo informano che le sue proprietà sono minacciate da un’inarrestabile ondata di legalità che sta invadendo la loro cittadina. Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un “pericoloso” paladino dei diritti. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze, non ha dubbi e decide di “salire in politica” per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare. Se ne parla da tempo ma nelle sale arriverà solo venerdì: è “Qualunquemente” l’ultimo film di Giulio Manfredonia che vede protagonista Antonio Albanese, insieme a Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano. Attesa e curiosità, confronti e paragoni, riflessioni e un pizzico di rammarico accompagnano l’uscita della commedia. Davvero Cetto La Qualunque, il protagonista della pellicola, ritrae un modello politico non troppo lontano dalla realtà? I gazebi, le foto sagomate a grandezza naturale, le sostenitrici poco vestite, le spillette, i poster, gli adesivi e flyer non hanno forse a che vedere con la politica dei giorni nostri? Albanese alias Cetto dice di no: “Cetto la Qualunque ispirato a Berlusconi? Sarebbe stato troppo facile, anzi non volevamo farci coinvolgere da cose troppo identificabili”. Per l’attore di Lecco, infatti, “Qualunquemente” è “solo un film comico che racconta il nostro paese. Forse è la prima volta che si rendono risibili certi personaggi che non sono altro che cattivi esempi della nostra generazione”. Cetto La Qualunque è un imprenditore calabrese corrotto, depravato e ignorante che disprezza la natura, la democrazia e ama le donne, di cui promette ai suoi sostenitori grande abbondanza. Il suo motto è “più pilu e cemento armato”. Il personaggio è nato in Rai nel 2003 all’interno del programma “Non c’è problema”. Ha raggiunto il grande consenso del pubblico con la Gialappa’s band nel programma “Mai dire domenica” e nelle ultime stagioni è ospite del programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. “Lavorare con Antonio è sempre un’avventura magnifica – si legge in una nota del regista Giulio Manfredonia -, lo facciamo da più di dieci anni con varie formule: lui regista io aiuto regista nei suoi primi due film, lui attore ed io regista e sceneggiatore nel mio secondo film, ora lui attore e autore ed io regista. Nei fatti poco cambia: ogni volta ci si ritrova a confrontarsi sul set, e comunque sia è sempre bello e ci sembra funzioni. E soprattutto ci divertiamo molto”. “Portare Cetto La Qualunque al cinema – ha dichiarato Antonio Albanese – è stata un’idea eccitante e vagamente incosciente. Proprio per questo abbiamo deciso di realizzarla. In questi anni Cetto La Qualunque è stato per me, e per lo sceneggiatore Piero Guerrera, una straordinaria lente di ingrandimento che ci ha permesso di mettere a fuoco quello che succedeva nel nostro sud e nel resto del paese. Un modo per raccontare tutto quello che non ci piace e per mettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Cetto ci ha dato il grande privilegio di ridicolizzare comportamenti e modelli, che per molti saranno furbeschi e vincenti, ma per noi sono solo ignoranti e patetici. Il desiderio è dunque quello di raccontare con questo film un pezzo ingombrante della nostra realtà con la comicità. Uno dei linguaggi più complessi e misteriosi che abbiamo a disposizione. Il film è per noi un omaggio ad una terra che amiamo e vorremmo proteggere e difendere. Ridere dunque, per esorcizzare e per recuperare voglia di andare avanti. Nella speranza che Cetto La Qualunque diventi col tempo solo una macchietta e non uno specchio fedele dei nostri tempi”. (Gil – 18 gen)