punto di riferimento, un punto di arrivo ma anche di partenza”: così Max Pezzali
parla del suo nuovo album, “Terraferma”, che esce a quattro anni di distanza
dal suo ultimo lavoro in studio, “Time out,” ed è composto da 11 tracce inedite
scritte tutte da lui. Prodotto da Claudio Cecchetto e Pierpaolo Peroni,
“Terraferma” è caratterizzato da una rinata voglia di divertimento pop, echi di
citazionismo anni ‘80 e un po’ di rock’n’roll. Dunque un lavoro pieno di ritmo
ed energia, arricchito da appassionate riflessioni di Max ispirate alla sua
recente paternità, esperienza che lo ha profondamente colpito: “Quando sono
entrato in sala parto e ho visto mio figlio è stata un’emozione grandissima ed
ho capito che da quel momento la mia vita sarebbe cambiata per sempre. Adesso
tutto ruota intorno a lui che ha la priorità assoluta su tutto il resto, è il
mio pilastro”. Nelle canzoni sono presenti spunti autobiografici non solo legati
a questo evento ma ad una osservazione più puntuale e meditata della realtà
vista con gli occhi di un quarantenne che scopre il fascino di questa età. Così
Max coglie il “suo secondo tempo” che è quello che inizia dopo il giro di boa
dei 40 anni e che intende dedicare soltanto “a cose, persone ed interessi che
contraccambiano la nostra profusione di energia”, tematica che sviluppa nel
brano che non a caso si chiama “Il mio secondo tempo”. Ma è anche – precisa Max
– una preziosa occasione “per una canzone sulle seconde occasioni,
indipendentemente dall’età in cui si presentano”. Questo dunque il leitmotiv di
“Terraferma”, in cui emergono anche i ricordi dell’infanzia vissuta nella
riviera Romagnola con nostalgia per “quel senso di libertà con pochi soldi in
tasca”. Ecco che la sua frase “il futuro non è aggiungere ma togliere” è un
messaggio rivolto ai giovani “assediati da una infinita collezione di beni
materiali di cui non si rendono neanche bene conto” affinché scoprano i valori che
più contano nella vita. Riferendosi poi ad incresciosi fatti di cronaca e a
deludenti performance della politica, Pezzali sostiene che sarebbe bene che
tutti ci “assumessimo le nostre responsabilità di adulti e di genitori”. Una sorta
di sindrome di Peter Pan diffusa che rende incapaci di accettare il tempo che
passa: “Guardando i miei coetanei mi rendo conto che hanno paura di crescere e
di assumersi le proprie responsabilità, vivono una finta giovinezza. Non sto
dicendo che bisogna mettersi in pigiama di flanella ma neanche comportarsi da
immaturi avendo paura del proprio ruolo. Mi riferisco anche all’uso di sostanze
stupefacenti così diffuse che non hanno più nulla di trasgressivo come negli
anni 60”. Tante sono dunque le novità nella vita di Max Pezzali, la nascita del
figlio, un nuovo disco, ma anche la partecipazione al Festival di Sanremo dopo una
lunga assenza di 16 anni. La sua precedente esibizione è stata nel 1995 nella
doppia veste di cantante con “Senza averti qui” e di autore con la canzone di
Fiorello “Finalmente tu”. In questa 61°edizione si presenterà con il brano “Il
mio secondo tempo”. In onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia interpreterà
insieme ad Arisa “Mamma mia dammi 100 lire”, brano che gli cantava il nonno in
campagna, mentre nella serata dei duetti del 18 febbraio ci saranno Lillo e
Greg di cui Max è un grande fan: “Sono un appassionato di 610 (trasmissione che
va in onda su Radio Rai Due, ndr): ho avuto modo di conoscere bene tutti e due,
diciamo che Greg è la parte più musicale che ha riarrangiato per la serata un
pezzo alla Frank Sinatra in chiave swing”. Max Pezzali ritorna al Festival
grazie “all’effetto Morandi” che lo ha convinto al 100%: “Mi ha convinto la sua
visione, lui è uno di noi e quindi più di chiunque altro sa come valorizzare al
meglio la musica senza sacrificarla in nome degli ascolti. Al centro c’è e ci
deve essere solo la musica, le canzoni vengono prima, il resto è contorno. Soprattutto
in questo momento di profonda crisi discografica: chi è del nostro mestiere,
del nostro ambiente sa quanto lavoro c’è dietro una canzone”, conclude Pezzali.
(8 feb – Lum)