In Italia si afferma una nuova professione: il coaching. Aumentano i clienti, soprattutto aziende, manager, imprenditori, professionisti e fioriscono le scuole di formazione. Nel nostro paese il fenomeno si riassume così: oltre 1200 coach per un giro d’affari pari a 15 milioni di euro all’anno. Lo rileva ICF Italia, associazione di coach professionisti italiani, che oggi in occasione dell’ottavo congresso nazionale in corso a Roma su “Il talento come motore dello sviluppo”, presenta i dati del primo sondaggio sul coaching. Dal questionario, cui hanno risposto circa 300 coach professionisti, è emerso che sono soprattutto i vertici aziendali e i manager (67%), seguiti da imprenditori (53,1%) e liberi professionisti (38,8%) a richiedere il sostegno di un coach per migliorare strategie e performance individuali (57,5%), strategie dell’organizzazione cui appartengono (45,9%), per lo sviluppo della propria carriera (34%), per rafforzare autostima e fiducia in se stessi (37,4%). Dalla ricerca emerge inoltre che dei coach intervistati il 58,4% è donna, ha un’età compresa tra i 44 e i 49 anni, è laureato (51,4%) e svolge la sua attività nel Centro-Nord (il 36,4% dei coach interpellati opera in Lombardia, il 19,6% nel Lazio, il 9,3% in Piemonte). Per quanto riguarda la vita professionale dei coach, è emerso che hanno per lo più un background di manager (24,1%), consulenti (16,8%), formatori (16,5%) ed hanno alle spalle 20 anni di esperienza lavorativa (30,9%). Riguardo la specializzazione come coach, il sondaggio specifica che il 58% dei coach possiede un bagaglio formativo considerevole, fatto di molte ore di pratica, ha una credenziale professionale oppure è impegnato per ottenerla. Riguardo alla collocazione, la maggior parte dei coach opera all’esterno delle imprese (83,5%) anche se in Italia si sta diffondendo il fenomeno di coach assunti all’interno di organizzazioni aziendali. (PO / Red – 23 mar)