Far crescere e sfruttare la jatropha ad arbusto per la produzione di etanolo e creare così circa 500 posti di lavoro nel distretto settentrionale del Mozambico di Nacala-a-Velha. E’ l’obiettivo del progetto della società Aviam, di proprietà di soci italiani e mozambicani che, grazie ad una concessione governativa su un’ area di 10.000 ettari realizzeranno una fabbrica per la coltivazione e lo sviluppo di piantagioni di Jatropha curcas e di produzione di olio vegetale. Con un budget di circa 21 milioni di dollari, il progetto è stato certificato dall’Ufficio del governo per lo sviluppo accelerato delle zone economiche (Gazeda) ed anche se è un’impresa a lungo termine, la produzione di jatropha sta già avendo un impatto positivo sulla Nacala-a-Velha “.
La prospettiva del riscaldamento globale e i problemi ambientali legati all’estrazione e all’utilizzo dei combustibili fossili impongono la necessità di diffondere e ottimizzare l’uso di fonti rinnovabili. In risposta a questa esigenza, cresce la domanda di biocombustibili quali l’olio vegetale, utilizzabili con molteplici finalità in ambito energetico. L’uso di materie prime vegetali per la produzione di energia comporta tuttavia un impatto sui mercati alimentari e sta portando al delinearsi di un conflitto tra mercato food e no-food delle biomasse.
L’olio di Jatropha si colloca in posizione differente rispetto ad altri vegetali, in funzione della capacità della Jatropha curcas di crescere in terreni aridi e marginali e della non commestibilità dei suoi prodotti. In Mozambico questo è possibile grazie alle condizioni climatiche e il posizionamento geografico, per l’adeguata rete logistica e per la politica governativa favorevole allo sviluppo del settore delle energie rinnovabili.
(9Colonne)