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IN ORBITA SULLO SHUTTLE IL “CACCIATORE DI ANTIMATERIA” ITALIANO

it@withub.it by it@withub.it
8 Aprile 2011
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I ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’ Università di Perugia, in collaborazione con la locale sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con il Laboratorio SERMS del Polo Scientifico di Terni, contribuiscono alla progettazione e alla realizzazione di alcuni tra gli strumenti più sofisticati dell’esperimento AMS-02 (Alpha Magnetic Spectrometer) che la Nasa metterà in orbita su uno Shuttle il 29 aprile con lo Shuttle Endeavour, realizzato in gran parte dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

L’Italia è così il maggiore contributore ad AMS nell’ambito di una collaborazione internazionale che vede parteciparvi ben 65 le istituzioni di 14 nazioni, che collaborano da 15 anni alla realizzazione di questo strumento del valore di un miliardo di euro realizzato. Il contributo italiano è stato pari al 25 per cento del totale. La missione dello spettrometro magnetico sarà illustrata nel corso di un incontro in programma a Perugia oggi, alle 11, nella sede del Rettorato, presente il rettore, Francesco Bistoni. Una volta in orbita l’esperimento sarà agganciato alla sua destinazione finale, la Stazione Spaziale Internazionale, da cui inizierà a scrutare il cosmo alla ricerca di anti-materia, catalogando con precisione mai raggiunta prima le componenti dei raggi cosmici di alta energia. AMS è infatti dedicato alla misura di precisione dei flussi, dell’energia e della composizione dei raggi cosmici finalizzata alla ricerca di tracce di antimateria nucleare e di dati sull’origine della materia oscura, un tipo di materia che corrisponde al 23% della massa totale dell’Universo ma che non emette radiazioni che la rendano osservabile.

La collaborazione Internazionale di 600 ricercatori che ha realizzato lo strumento AMS è diretta dal Premio Nobel Samuel C. C. Ting (Mit-Cern) mentre il vice responsabile è un italiano, Roberto Battiston del Dipartimento di Fisica dell’Università e Sezione Infn di Perugia, insieme a Bruna Bertucci, coordinatrice del locale gruppo di ricercatori. (9Colonne)

 

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