Roma, 5 mag – “Ci sono pochi studi in Italia sull’attuale situazione del brain-drain, la fuga dei cervelli. Quelli dell’Istat sono scarni e disomogenei e quelli dell’Aire non aiutano minimamente. Molti italiani, infatti, non si cancellano dai registri comunali e non perfezionano l’iscrizione all’Aire se non hanno intenzione di votare. In questo modo avere dati precisi sulla nuova mobilità risulta difficoltoso”. È quanto ha spiegato nel corso del suo intervento al seminario del Pd “150°. Una grande Italia oltre l’Italia – L’Emigrazione nella storia unitaria”, la studiosa dell’Irpps-Cnr, Carolina Brandi. (PO / Ram)