Roma, 5 mag – “Nei cento anni successivi a Garibaldi, dall’Italia più di 25 milioni di persone, non tutte in modo definitivo, hanno lasciato l’Italia per approdare all’estero: nelle Americhe, in Australia, in Europa. Prima era un’emigrazione di qualità, fatti di ingegneri, medici e professionisti. Poi qualcosa cambiò ed iniziarono a partire contadini, italiani che appena riuscivano a pagarsi il biglietto. Erano pugliesi, siciliani, calabresi. Sono tratti importanti, sono pezzi di storia italiana, che fanno parte a tutti gli effetti del percorso dell’Unità d’Italia”. Con queste parole Gianni Cuperlo, presidente del Centro Studi del Partito democratico, ha battezzato il suo intervento al seminario “150°. (Ram)