(NoveColonne ATG) Torino – I consolati di Brisbane e Adelaide per ora si sono salvati dalla chiusura “ma rimangono a rischio di eventuali ristrutturazioni, che non devono aggravare i già esistenti disagi per i nostri cittadini nell’usufruire dei servizi consolari”. Lo ha detto Francesco Papandrea al Cgie, parlando dello stato dell’integrazione degli italiani in Australia. Una fotografia in bianco e nero, quella di Papandrea: da una parte “oggi la comunità è perfettamente inserita, molti della prima generazione sono stati capaci di inserirsi con successo in attività imprenditoriali, mentre le successive generazioni si sono caratterizzate per un alto livello di istruzione, anche superiore a quella degli australiani, con ruoli molto importanti anche a livello politico”. D’altra parte “non sono assenti problemi di povertà e di emarginazione” e i problemi legati all’alto tasso di invecchiamento: “Più della metà dei nati in Italia sono ultra-65enni, necessitano di elevati livelli di assistenza sanitaria: le prospettive sono molto preoccupanti, serve massima e urgente attenzione”. Per quanto riguarda l’associazionismo, “una consistente fetta di quello tradizionale è alla fine, interessa ben poco alle nuove generazioni, ma questo può aprire a nuovi modi di associazionismo: sta a noi e ai Comites cavalcarli”. La lingua italiana, infine, “al 2006 era ancora la prima lingua straniera parlata in Australia, ed è pienamente integrata nei piani di studio delle scuole dell’obbligo, anche se preoccupano i tagli dei contributi ministeriali agli enti gestori”.